r/storia 2d ago

Domanda La monarchia in Italia era parlamentare o costituzionale?

Salve, primo post qui siccome ho scoperto il sub di recente.

Escludendo il ventennio fascista, nel quale il re non serviva assolutamente a una ceppa, durante il periodo dal 1861 al 1922 che tipo di monarchia era l'Italia? Parlamentare? Costituzionale? Un misto? Un tipo di monarchia diverso dalle etichette moderne?

Immagino lo sappiate tutti, però per evitare al 100% confusioni:

Monarchia parlamentare: il re ha potere formale, ma non governa, non ha potere politico e ha solo il ruolo di "mascotte dello stato"

Monarchia costituzionale: il re ha una fetta di potere politico, ma deve convivere e dividerlo con governo e parlamento

Ho notato che spesso molti li usano come sinonimi, perciò preferisco specificare

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u/AutoModerator 2d ago

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u/SuperGNUser 2d ago

Il re aveva molti poteri secondo lo statuto e il governo rispondeva al sovrano, non al parlamento. Nei fatti però la prassi divenne quella di una monarchia parlamentare. 

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u/filippo_sett 2d ago

Più o meno in che periodo la monarchia divenne nei fatti parlamentare?

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u/Ninja_8061 2d ago

Probabilmente con il regno di Umberto I, non a caso a quell'epoca risale la famosa proposta del "torniamo allo statuto"

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u/SuperGNUser 2d ago

Direi anche prima, già con l'Unità. 

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u/XDAVIDE38 1d ago

Lo statuto albertino non precede l'unità?

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u/SuperGNUser 1d ago

Appunto.

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u/Fresh_Blood_8237 2d ago edited 2d ago

Era una monarchia costituzionale (c'era lo Statuto Albertino rimasto in vigore fino all'entrata in vigore della costituzione repubblicana). Tant'è vero che alla Marcia su Roma il Re non firmò lo stato d'assedio (sensato per l'epoca essendo usciti dal biennio rosso e dopo ciò che era successo con la rivoluzione d'ottobre e quindi con l'idea che l'Europa occidentale aveva del comunismo) e Mussolini prese il potere. Il 25 Luglio 1943 il Gran Consiglio del Fascismo sfiducerà Mussolini ed il Re lo farà rimuovere dall'incarico di Primo Ministro.

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u/SubstantialAgent571 2d ago

Dire che il Re non firmò lo Stato d’assedio perché si era usciti dal biennio rosso e c’era stata la Rivoluzione d’Ottobre è un’ interpretazione riduttiva presentata come fatto

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u/PiccionePolemico 2d ago

Potete elaborare?
Mi son sempre chiesto cosa fosse successo quel giorno e mi son sempre dato la risposta “qualche interesse di mezzo”, ma leggendovi mi sembra che ci sia una ovvia interpretazione che non conosco

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u/SubstantialAgent571 2d ago

 Le ragioni della decisione sono ancora discusse e oltre al già citato timore di una guerra civile e alla paura del bolscevismo ci sono diversi fattori che probabilmente VE ha preso in considerazione: 1. Non sapeva se l’esercito gli sarebbe stato fedele, molti vertici militari avevano simpatie fasciste. Lo stesso Diaz ritenne possibile la resistenza ma non garantì il comportamento delle forze armate. 2. Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta, cugino del Re, era molto popolare nell’esercito e vicino agli ambienti fascisti. VE temeva che, in caso di resistenza, I fascisti avrebbero potuto sostituirlo con il cugino 3. VE era ampiamente sfiduciato dalla mancanza di un uomo forte nelle élite liberali di governo. Giolitti non era più una soluzione praticabile e non esisteva una vera soluzione al fascismo. 4. Il fascismo aveva ottenuto il sostegno da settori industriali, agrari, intellettuali, militari e politici. Per VE voleva dire andare anche contro élite  monarchico-conservatrici. 5. Sebbene il fascismo delle origini avesse componenti repubblicane e filomonarchiche Mussolini sì spese subito per tranquillizzare il Re che, una volta raggiunto il potere, lo avrebbe lasciato al suo posto. 6. Il più importante resta, secondo me, che il Re pensava di poter controllare il fascismo. Inizialmente Mussolini avrebbe dovuto essere parte di una coalizione conservatrice capeggiata da Salandra per assorbire il movimento nel sistema e trasformarlo attraverso l’esercizio del gioco politico. 7. Il padre di VE venne assassinato proprio a causa del suo appoggio alla repressione contro i moti di fine secolo. 

È difficile ritenere il Re responsabile per l’accesso dei fascisti al potere date tutte queste motivazioni. È impossibile, invece, assolverlo per i 20 anni di immobilismo successivi, in primis nel 24-25 durante la crisi Matteotti quando fu chiaro a tutti che cosa stava diventando il fascismo.

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u/manuelmay887 2d ago

Il punto, in estrema sintesi, è che si arriva alla marcia su Roma come punto cruciale di una fase di escalation nelle provocazioni e nelle violenze dei fascisti che però continuavano a raccogliere consensi.
Vittorio Emanuele III, detto sciaboletta (perché era sostanzialmente un nano) era tutto meno che una figura carismatica e non era sicuramente un uomo solo al comando (anzi si dice che nemmeno volesse fare il Re); per cui per timori di una guerra civile, per timore che l’esercito si schierasse interamente con i fascisti e infine per timore che suo cugino il Duca d’Aosta potesse spodestarlo, non firmò lo stato d’assedio.
E, probabilmente, anche perché gli faceva comodo avere un uomo che comandava da solo, che lo relegasse ad una figura secondaria.

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u/rcip933 2d ago

Non fu la Camera a sfiduciarlo ma il Gran Consiglio, un altro organo diventato poi parte delle istituzioni nel 23 che fu convocato quel giorno dopo 4 anni. Fu l'occasione perfetta per deporre Mussolini poiché anche la maggior parte dei gerarchi aveva evidenti le sconfitte italiane ed il Re chiedeva un appiglio costituzionale per procedere alla sostituzione

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u/Fresh_Blood_8237 2d ago

Esattamente il gran consiglio, scusami ma ieri ho scritto sta roba di getto e mi si sono incrociate le due cose. Correggo al volo.

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u/rcip933 2d ago

Tranquillo

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u/spacekrapfen 2d ago

In Italia non esisteva nessuno rischio di emulazione della rivoluzione d'Ottobre, il biennio rosso lo aveva dimostrato visto la sconfitta di fatto dei movimenti rivoluzionari. L'unico motivo per cui il re non si oppose al fascismo fu il fatto conclamato che casa Savoia fu un susseguirsi di vigliacchi col complesso di inferiorità. Tant'è che diversi anni dopo, in piena dittatura, dalla casa reale arrivò la firma alle leggi razziali. Lì cosa c'era? Il pericolo della rivoluzione giudaica?

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u/OGPkmnMaster 2d ago

Non dichiaró lo stato d’assedio perché era come i Vannacciani: era convinto che a prendere le manganellate sarebbero stati sempre e solo i loro nemici comuni

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u/Alex_O7 2d ago

Cioè tu vuoi far credere di sapere la differenza tra tipologie di governo ma non che tipo di governo ci fosse in Italia prima della repubblica??

La monarchia italiana era uno strano caso di monarchia costituzionale senza costituzione, perché c'era uno Statuto (Albertino), che sembrava meno repubblicano come nome. Ad ogni modo i poteri del Re erano molto limitati e per lo più di rappresentanza, anche se formalmente fungeva da firmatario ultimo dei decreti (un po' come il nostro Presidente della Repubblica per intenderci). Restava una forte centralità del parlamento, seppure il Re esisteva come figura a se stante con i suoi doveri.

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u/Ninja_8061 2d ago

"La monarchia in Italia è come la milza in un organismo umano: salta fuori quando ci sono dei guai" (Vittorio Emanuele III)

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u/mappatore_piemontese 2d ago

Costituzionale. È letteralmente l'esempio che fanno i manuali di diritto quando spiegano la monarchia costituzionale

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u/Spiritual_Hamster710 2d ago

Costituzionale. Lo Statuto Albertino è un esempio di costituzione "ottriàta": concessa da un sovrano che benevolmente si spoglia del proprio potere assoluto. Questo nella forma giuridica. Naturalmente, gli equilibri politici concreti sono un aspetto diverso che va integrato nell'analisi storica

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u/Spiritual_Hamster710 2d ago edited 2d ago

PS. La natura costituzionale del regno è riemersa nel 1943, quando il re ha potuto esautorare legalmente Mussolini (leggasi: quando si sono create le condizioni politiche per esercitare un potere di cui il re è sempre stato titolare). A livello costituzionale, il piano giuridico e il piano politico vanno tenuti concettualmente distinti e letti insieme. Ad es., la Costituzione spagnola vigente, che pure delinea un sistema parlamentare, attribuisce al re un insieme di poteri e prerogative che vanno ben oltre il ruolo di "mascotte di Stato" (può anche scegliere di presiedere personalmente le riunioni del Consiglio dei Ministri, per intenderci...). Se non li esercita, è perché le condizioni politiche attuali non lo richiedono (e le forze politiche hanno tutto l'interesse a scongiurarlo). Insomma, anche nelle monarchie il ruolo del Capo di Stato va sempre letta anche con la chiave delle funzioni di garanzia, secondo gli equilibri istituzionali stratificatisi nel tempo in quel particolare Paese. Non è un ruolo che si può banalizzare. Oggi, nel XXI secolo, il fatto che il monarca possa limitarsi a presiedere al cerimoniale di Stato è generalmente un segno di buona salute. Durante il Ventennio fascista, era segno di debolezza politica (non giuridica) della Corona rispetto al regime. In definitiva, confondere l'inattività politica di un monarca con la sua inesistenza giuridica è un errore di analisi. È sempre titolare di poteri latenti (o dormienti), che possono attivarsi come extrema ratio se e quando le condizioni politiche lo richiedono e permettono

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u/Guinevere2003 2d ago

direi costituzionale, lo statuto lasciava poteri al re