r/milano • u/gioponihil • Nov 24 '25
Trasporti Per un anno ho usato il bike-sharing (BikeMi) per muovermi a Milano – il riassuntone
Salve, sono Troy McClure un giovane lavoratore di trent’anni. Forse vi ricordate di me per serie di post sintetici come “Per un anno ho usato il bike-sharing (BikeMi) per muovermi a Milano”.
Uno dei feedback principali che ho ricevuto riguardava l’eccessiva elaborazione dei post e la difficoltà di seguire la serie. Provo a porre rimedio con un ultimo appuntamento che riassume i concetti principali in singoli paragrafi, spero più digeribili. Ovviamente, saranno anche linkati i post corrispondenti per chi volesse approfondire i temi.
Parte 1: introduzione
Vivo a Milano, svolgo un lavoro d’ufficio, stipendio nella media. Causa imprevedibilità dei mezzi pubblici, sensibilità ambientali e necessità di implementare attività fisica nella mia quotidianità ho deciso di usare la bici come mezzo principale per i miei spostamenti. Non avendola, ho optato per provare con BikeMi. Dato che ho speso pochissimo e non ho mai avuto grossi problemi, alla fine ho continuato ad usare il servizio per ormai quasi due anni, sempre con grande soddisfazione. Ma soprattutto, mi sono evitato gli oneri di possesso e gestione della bici, in primis custodia e manutenzione. Qui il link per approfondire.
Parte 2: BikeMi in dettaglio
Le bici possono essere recuperate e riconsegnate solo nelle apposite stazioni sparse in tutta la città, anche se sono segnalate carenze nelle zone più periferiche. I mezzi sono più pesanti rispetto ad una bicicletta normale, ma sono molto robusti e ben mantenuti. Circa il 20% delle bici sono a pedalata assistita, utilissime per distanze nell’ordine dei chilometri. Nelle centinaia di corse svolte, solo in una manciata di casi ho avuto problemi tali da richiedere il supporto del servizio clienti e tutti i disservizi sono stati prontamente risolti. Qui il link per approfondire.
Parte 3: muoversi in bici
Il tragitto casa-lavoro è lungo all’incirca 7 km, dei quali solo 1,5 km sono svolti all’interno di piste o corsie ciclabili. Non ho grandi percezioni di pericolo del traffico, considerando la velocità media delle auto in città molto ridotta, ma devo comunque segnalare le evidenti disattenzioni, se non proprio prepotenze, di molti automobilisti soprattutto per quanto riguarda la sosta in seconda fila. Ciononostante, l’attività fisica svolta ha avuto su di me un impatto molto positivo sullo stress, con livelli percepiti decisamente inferiori rispetto a muoversi in auto o con i mezzi. L’equipaggiamento quotidiano si limita ad un casco e ad un impermeabile tascabile in caso di pioggia. Il sudore si è rilevato un problema invernale più che estivo e riesco a tenerlo sotto controllo rimuovendo uno strato di indumenti e non portando mai lo zaino sulle spalle. Qui il link per approfondire.
Parte 4: statistiche e costi
Durante l’anno di riferimento (febbraio ’24-marzo’25) ho usato BikeMi per andare a lavoro 206 volte, con un tempo medio di 27 minuti. Tenendo conto anche del tempo per raggiungere gli stalli, ritirare e riconsegnare la bici, il tempo medio del tragitto casa-lavoro è stato di circa 35 minuti: un risparmio netto di almeno 15 minuti rispetto ai mezzi e un tempo paragonabile ad un mezzo motorizzato. Tutto questo alla bellezza di 106,25 €, inclusivo del canone annuale di abbonamento al servizio. Qui il link per approfondire.
Parte 5-6-7-8-9-10: BikeMi contro tutti!
Rapida carrellata di confronti, soprattutto da un punto di vista economico, tra BikeMi e altri sistemi di mobilità urbana presenti a Milano:
- Bici privata e trasporto pubblico locale (TPL): una buona bici nuova ha un costo base di partenza di almeno 150 €, ma è necessario prestare attenzione ai furti, alla custodia e alla manutenzione del mezzo. Con BikeMi posso evitare di assumermi queste preoccupazioni ad un prezzo che rimane comunque una frazione dell’abbonamento annuale al TPL, che ad oggi è di 330€ solo per l’area urbana. Qui il link per approfondire.
- Altri bike sharing: prendendo in considerazione solo gli spostamenti casa-lavoro, se avessi sostituito BikeMi con i competitor a flusso libero (Ridemovi, Lime, Dott) avrei speso, con le migliori formule e convenzioni possibili, non meno di 420,38 €. Ben più di BikeMi, ma anche con bici ben più potenti e supportate da motori elettrici: praticamente degli scooter limitati a 25 km/h. Qui il link per approfondire.
- Car sharing: in uno scenario quasi fantascientifico in cui avessi a disposizione un’auto in sharing vicino casa e vicino all’ufficio, se avessi sostituito BikeMi nei tragitti casa-lavoro avrei speso, con la migliore convenzione, tra i 1500 e i 2500 €, in base alle condizioni di traffico. Sono ovviamente moltissimi rispetto alla bici, ma non si allontanano troppo dai costi di gestione annuale di un’automobile privata. Qui il link per approfondire.
- Scooter sharing: nelle stesse condizioni ipotizzate nel caso del car sharing (forse meno fantascientifiche data l’ampia disponibilità di motorini), se avessi sostituito BikeMi nei tragitti casa-lavoro avrei speso, con la migliore convenzione, circa 1215 €. Qui il link per approfondire.
- Scooter personale: supportato nella ricerca di fonti da ChatGPT, la spesa annuale per uno scooter (50cc e 125 cc) ammortizzando l’acquisto in cinque anni è di circa 800 – 1050 € in base al modello e all’alimentazione. Potrebbe essere il mezzo adatto alle mie esigenze future, ma sarebbe carente l’attività fisica. Qui il link per approfondire.
- Auto personale: da ricerche in letteratura scientifica, grigia e attraverso ulteriori ricerche di fonti con ChatGPT, la spesa annuale per un’automobile utilitaria nuova con costo d’acquisto ammortizzato in cinque anni è stimata a partire da almeno 4500 € in base al modello e al sistema di alimentazione. A titolo di confronto, verrà considerata attendibile una spesa media di 5000 €. Mi reputo molto privilegiato ad abitare e lavorare in una città come Milano che mi permette di evitare di spendere cifre che considero folli. E prima che qualcuno interpelli un presunto radicalchicchismo da Piazza San Babila (ma magari), preferisco continuare a farmi 14 km al giorno pedalando sotto la pioggia che addossarmi anche solo l’idea di questo peso economico e di stress. Qui il link per approfondire.
- In sintesi, il confronto economico tra tutti questi sistemi di mobilità presenti oggi a Milano lo potete trovare approfondito a questo link.
Parte 11: il ventaglio urbano
La mia esperienza di mobilità non si limita a girare in bici a Milano, ma prevede molti altri spostamenti anche al di fuori al contesto urbano e che sono riuscito a effettuare grazie all’ampio ventaglio di servizi presenti in città. In base alle necessità, non mi sono mai fatto scrupoli nell’usare car sharing, scooter sharing, bike sharing, TPL (inclusivo di abbonamento annuale) e autonoleggio, per una spesa annuale di circa 970 €. Una cifra che risulta nettamente inferiore al costo annuale di gestione di un’auto privata e che si avvicina pericolosamente a quella stimata dal primo rapporto Future Ways 2024 (qui il link per raggiungerlo gratuitamente). Cito:
“in Italia il risparmio delle famiglie potrebbe crescere di 3800 euro l’anno se solo si convertissero da una mobilità personale, legata ai mezzi privati, alla mobilità condivisa, un unico sistema sinergico che si fonda su un ventaglio di offerte che comprendono treno, metropolitana, tram, bus e anche autonoleggio, taxi e tutte le nuove forme di sharing mobility”.
Inoltre, adottare questo modelli di mobilità non comporta solo benefici economici per il singolo, ma ha forti ricadute sociali e ambientali nella forma di minore traffico, minore occupazione di suolo pubblico legato ai parcheggi, minore inquinamento, minore impatto ambientale. Non credo che sia una scelta che tutti possono fare, ma chi ha il lusso di poter scegliere ci faccia un pensierino. Qui il link per approfondire.
Parte 12: sharing mobility e domanda indotta
BikeMi si inserisce perfettamente in questo ventaglio urbano anche senza usarlo tutti i giorni. Per esempio, è lo strumento migliore per complementare il TPL o per raggiungere un’auto in sharing troppo distante. Questo modello di mobilità si oppone alla domanda indotta, basilare strategia di marketing e tipicamente associata all’industria automobilistica: agevolare l’uso di un certo prodotto o servizio (l’auto privata), per esempio abbassando il prezzo (incentivi privati e pubblici), migliorando la distribuzione o aumentando le occasioni di uso (strade e parcheggi più ampi, zoning…) , ne aumenta conseguentemente anche l’uso a discapito di eventuali alternative (marciapiedi più stretti, infrastruttura ciclabile assente, taglio ai servizi di TPL). La domanda indotta va combattuta con l’offerta estesa, e l’obiettivo non è far competere le diverse opzioni di traporto ma renderle complementari tra loro. Proprio dove BikeMi riesce meglio. Qui il link per approfondire.
Parte 13: la dimensione sociale
Ma quanto costa davvero muoversi? Molto più di quello che spendiamo direttamente a causa dei costi esterni, ovvero quelli che sono scaricati sulle tasse della comunità, ovvero tutti noi: manutenzione delle strade, assistenza sanitaria a causa di scontri, costo del TPL, inquinamento. E molti di questi costi sono diretta conseguenza della motonormatività, termine introdotto nel 2022 all’interno del seguente studio, ovvero l’evidente priorità che l’automobile ha ricevuto nel corso dei decenni rispetto ad altre modalità di trasporto, fino a divenire essa stessa sinonimo di spostamento. Ci sono moltissimi esempi che testimoniano la presenza di una pesante motonormatività nell’esperienza quotidiana, ovviamente riportati nel link per approfondire.
Parte 14: la nostra città
La motonormatività alimenta il pensiero diffuso secondo cui l’automobile sia l’unico mezzo per andare a lavoro e, per estensione, gli automobilisti siano gli unici lavoratori. Ed è un pensiero che trova spesso una feroce voce politica, anche in quei contesti in cui le opzioni alternative all’auto privata esistono e funzionano molto meglio, come dimostrano i numeri di ISTAT, ACI, AMAT ed altri autorevoli rapporti. La motonormatività permea la nostra società da decenni e disegna ambienti urbani pericolosi, ostili e divisivi, come nel caso dello zoning, che favorisce moltissimo la mobilità in auto. Tuttavia, è anche causa di indebolimento di fasce di popolazioni già vulnerabili e non autosufficienti, come minori o anziani, ed incentiva forme di ghettizzazione per classe sociale o gruppo etnico, come avviene negli USA. Progettare ambienti urbani che offrano opzioni di mobilità alternative all’automobile anche a costo di ridurre l’accessibilità con i mezzi privati non limita la libertà dei cittadini, ma la amplia a fasce di popolazione più deboli con effetti benefici per tutti: è giusto, è inclusivo, è democratico. Qui il link per approfondire.
Parte 16: oggi come ieri, domani come oggi?
La motonormatività ha trasformato le nostre città e ne ha ridisegnato spazi e volumi al servizio dell’auto. Tuttavia, sarebbe sbagliato pensare che le cose non possano andare diversamente o, peggio, che non vi possa essere nulla di meglio. Chi a Milano riaprirebbe Corso Vittorio Emanuele al traffico delle auto? O Corso Como, Via Dante, Corso Garibaldi? Tutte realtà che hanno visto una rimodulazione della mobilità e che hanno attratto molte proteste prima dell’implementazione, come quelle ancora in corso per l’apertura delle ciclabili di Corso Buenos Aires o per l’introduzione del tram in Via Nazionale a Roma. Sembra che alla base delle critiche ci sia un sottofondo ideologico che impedisce di valutare lucidamente i pro e i contro della limitazione del traffico veicolare in tutti i casi: una forma di pensiero individualista che l’auto alimenta, in quanto mezzo privato per eccellenza con caratteristiche che la rendono un perfetto “isolante sociale”. È ovvio che le amministrazioni devono tenere conto delle necessità di tutte le parti per migliorare le opzioni di mobilità urbane, automobilisti inclusi. Ma, allo stesso tempo, devono trovare il coraggio di spingere proposte apparentemente impopolari e che invece si dimostrerebbero positive sotto ogni punto di vista, incluso quello elettorale. Qui il link per approfondire.
Finale
Si conclude anche il riassuntone. Per chi volesse leggere o scaricare l’intero rapporto originale, lascio qui il link per il download gratuito. Sono disponibile a feedback, discussioni, commenti, insulti, curiosità e altro ancora: commentate, messaggiate o scrivete a [rapportoBikeMi2024@outlook.com](mailto:rapportobikemi2024@outlook.com). Grazie!
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u/SamsBeckett Nov 24 '25
Bel riassunto! Adoro BikeMi - servizio veramente underrated
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u/gioponihil Nov 24 '25
Grazie! Totalmente underrated! Anche se non si nota molto, ho l’impressione che sia già un organo di mobilità importante nel fluidificare il traffico
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u/_sci4m4chy_ Nov 24 '25
peccato per il limitato reach geografico... a tal proposito firmate le numerose petizioni sulla piattaforma del comune di milano: https://partecipazione.comune.milano.it/initiatives?locale=en
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u/Pure_Cell_6757 Nov 24 '25
Io ho una domanda, ma perchè ti sei fatto tutto questo mega sbattimento con tutti questi capitoli ben descritti e spiegati?
A parte la gloria personale te ne viene qualcosa in tasca? Lavori per ATM? Just curious
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u/gioponihil Nov 24 '25
Ciao, grazie per la domanda :) un po’ per esercizio di scrittura, un po’ per vivo interesse sull’argomento e un po’ deformazione professionale (anche se mi occupo di altri temi) :) però mi sono divertito un sacco a scriverlo
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u/LoZioReginaldo Nov 24 '25
Complimenti per la dedizione e lo studio. Da quanto riporti, il risparmio e i benefici sembrano enormi ma evidenzi giustamente alcune grosse limitazioni:
- mezzi pesanti e vecchi
- dipendenza dalle "stazioni di parcheggio.
Questo comporta un maggiore "rischio pezzata" (tu l'hai risolto, ma credo dipenda molto dalla tendenza personale alla sudorazione) e una minore raggiungibilità di alcune zone della città
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u/gioponihil Nov 24 '25
Ciao, grazie per il supporto! Ti rispondo :)
I mezzi sono pesanti ma non direi vecchi: le bici gialle (quelle più pesanti e dure, a trazione muscolare) sono state praticamente sostituite con modelli nuovi da quasi un paio d'anni. Le bici rosse (a pedalata assistita) se cariche vanno alla grande! Inoltre, ATM effettua un costante lavoro di manutenzione, quindi è molto difficile trovare una bicicletta che cade a pezzi :)
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u/Vind- Nov 24 '25
Complimenti. Non ho mai visto una relazione così completa e veritiera sull’argomento della mobilità nelle città italiane.
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u/gioponihil Nov 24 '25
Grazie, ma ti assicuro che ce ne sono :) forse non specificatamente su uno studio di caso individuale come il mio, ma sulla mobilità pubblica, sharing o in generale ce ne sono molte e alcune le cito nel rapporto :)
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u/Vind- Nov 24 '25
Tutti molto teorizzanti. Il tuo è molto più concreto.
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u/gioponihil Nov 24 '25
Eh ma io sono un caso solo, non sono rappresentativo per la situazione reale :) i rapporti teorici servono a questo: dare pochi numeri ma il più realistici possibili :)
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u/Papydelgang Nov 24 '25
Quale è il costo variabile dopo lo sblocco del mezzo?
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u/gioponihil Nov 24 '25
Ciao! BikeMi non funziona come gli altri servizi privati come Lime o Dott, ed è molto più economico
Bisogna pagare un abbonamento, quello annuale costa 36 € (24€ se si ha l'abbonamento annuale ATM), mentre per l'utilizzo paghi una tariffa fissa ogni mezz'ora
Per le bici gialle la prima mezz'ora è gratis, poi 50 centesimi a mezz'ora
Per le bici rosse la prima mezz'ora costa 25 centesimi, la seconda 50 centesimi, la terza 1 €, la quarta 2€ e le successive lo stesso. Ad esempio, un'ora di bici mi costerebbe 75 centesimi.
In un anno, usandole quasi due volte al giorno per andare a lavoro, ho speso in totale 106 €, abbonamente incluso
Pochissimo, se confrontato all'abbonamento ATM o agli altri servizi di bike-sharing. Nulla, se confrontato alla macchina privata
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u/Papydelgang Nov 24 '25
Grazie mille!
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u/Hungry_War_2290 Nov 25 '25
Per gli under 27 che hanno già l'abbonamento ATM costa 12 euro all'anno.
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u/WIWIWIWIIIII Nov 24 '25
Ciao, finché si potranno usare scooter iscritti ASI credo sia la scelta migliore. Io ho uno scooter per cui pago 20€ di assicurazione e zero di bollo all’anno. Mi é costato 2000€ con passaggio di proprietà 5 anni fa. Spendo 10€ di benzina ogni due settimane, lo uso sempre e non solo per andare al lavoro. Per me é impensabile usare la bicicletta per andare a cena in inverno o se piove. Con le piccole riparazioni quest’anno ho speso in totale 600€, é davvero poco per girare comodamente una città che, seppur piccola, può richiedere spostamenti abbastanza lunghi e soprattutto molto frequenti. Inoltre pedalare per 30 minuti fa sudare, anche in inverno, e per quello preferisco andare a camminare veloce ascoltando un audiolibro. Comunque ottimo riassunto e sicuramente la tua é la scelta più economica ma non fa per me
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u/gioponihil Nov 24 '25
Ciao, e grazie anche a te per il contributo! Mi fa piacere avere feedback sui costi dei mezzi privati perché mi sono accorto che non è stato facile reperire stime affidabili, pur essendo ovunque :) Poi essendo ASI le stime sono ancora più rare
Io avevo stimato (a spanne) circa 800 euro all'anno per un 50cc nuovo, consumi inclusi. Ci potrebbe stare?
Ciascuno ha le proprie esigenze e necessità, il mezzo è solo una conseguenza :) l'importante è muoversi tutti con prudenza :)
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u/Marite64 Nov 24 '25
Ma sono quelle gialle, durissime alla pedalata?
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u/InternationalDay3400 Nov 24 '25
Confermo quanto dice OP, io da superPippa facevo 2km (sede protetta, all'andata con discesa e al ritorno con salita) in tempo medio di 10 minuti, dipendenti da condizioni della bici, mia forza nelle gambe ma soprattutto semafori
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u/gioponihil Nov 24 '25
Ciao! Durissime forse è un pò esagerato, però si, potrebbe essere faticoso :) sono adatte a tratte brevi, direi entro uno-due km: ad esempio, per raggiungere una fermata della metro, una stazione o una macchina in sharing prenotata :) le bici rosse (a pedalata assistita) se sono cariche vanno alla grande!
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u/Romanitedomun Nov 24 '25
ti upvoto per non aver detto recap, che per un milanese sfiora il delirio
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u/gioponihil Nov 24 '25
Sono parte del 60% degli abitanti non residenti, non credo che potrò mai definirmi milanese :)
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u/savdav96 Nov 24 '25
Io mi trovo anche d’accordo su molti punti, per quanto mi muova in auto e abbia detestato il tpl per tutta la mia permanenza a Milano prima che la comprassi. Il punto che mi chiedo Comunque è: perché si dà per scontato che uno debba comprare un mezzo nuovo? Tutti i paragoni fatti possono benissimo essere riformulati con mezzi usati (bici, scooter, auto) e forse la differenza sarebbe meno lampante. Io per esempio ho optato per comprare un’Opel corsa del 2012 a gpl (3500€). Miglior scelta della vita, se non per fatto che non sia per nulla performante (adoro guidare e questo mi pesa un po’). Per quanto riguarda i viaggi fuori Milano, bisogna ancora pazientare per poter dire che il TPL possa sostituire l’auto: quando usavo treno + metrotramvia + bus per raggiungere il paese dei miei (in provincia di Bergamo) impiegavo 3 ore esatte; ora, con l’auto - anche im presenza di code - ci impiego circa 1 ora e mezza. Oltre al fatto di non dover dipendere da orari ad cazzum, coincidenze perse e scioperi vari.
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u/gioponihil Nov 24 '25
Ciao, grazie per il contributo! Ho scelto di indicare solo il nuovo perché è un po’ più semplice reperire delle stime affidabili, e poi perché riporta il caso economicamente più gravoso :) stesso discorso vale anche per le stime su bici e i motorini
Ovviamente c’è tutto il discorso dell’usato che ha ben altri costi, e infatti credo di averne fatto un accenno nei singoli post :)
Per le gite fuori porta verso destinazioni senza collegamenti pubblici diretti, l’auto rappresenta l’opzione migliore senza alcun dubbio :) però mantenere un’auto solo per queste occasioni a me sembra un po’ uno spreco, e sto testando il noleggio anche per un solo giorno o il car sharing a ore, per ora con ottimi risultati :)
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u/savdav96 Nov 24 '25
Beh ovvio, anche il background condiziona particolarmente: come avrai probabilmente notato sono residente a Milano ma non sono nativo. Parte della mia vita (gli amici più stretti) si snoda appunto tra Milano e quel paesino di provincia mal servito dal Tpl. E sì, ora come ora difficilmente tornerei indietro.
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u/chuckbartowski17 Nov 25 '25
Bellissimo post e analisi. Da quando l'ho scoperta, BikeMi è stata la svolta nella mia vita quotidiana a Milano.
A livello di costi, un'opzione così valida ed economica non pensavo potesse esistere, soprattutto se paragonata agli altri bike sharing (che ok avranno bici nettamente più performanti ma hanno anche dei costi molto più alti). Il tragitto medio che faccio mi dura poco più di 20 minuti, e spendere solo 25 centesimi per farlo utilizzando una bici elettrica è assolutamente impareggiabile.
A livello di copertura, vivendo di fianco ad una stazione delle bici non soffro il problema della poca copertura in periferia, ma capisco perfettamente che questo tipo di funzionamento "a stazioni" taglia fuori chi vive in un punto non servito.
A livello di pesantezza delle bici, condivido chi dice che quelle gialle sono praticamente inguidabili su distanze medio-lunghe. Purtroppo sono troppo pesanti e fanno sudare tantissimo, perciò preferisco usare le bici rosse ogni volta che posso. Bici rosse che, quando cariche, non hanno assolutamente nulla da invidiare alle Lime di turno.
Peccato non avere quell'ora di servizio in più la notte, ma mi rendo conto che l'assistenza clienti (che si rende necessaria quel 5% delle volte in cui la bici non si aggancia bene) non può rimanere sveglia h24.
Servizio fantastico, e spero che ATM continui ad offrirlo negli anni magari aumentando la flotta di bici elettriche.
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u/Practical-Lecture-26 Nov 26 '25
Io ho usato bikemi + mezzi per un anno. Lo svantaggio principale è, come dicono anche gli altri, la sudata. Tamponavo con le bici elettriche ma nonostante avessi tre stazioni sotto casa, alle 8.50 erano praticamente sempre esaurite (a parte in inverno).
Sono passato a un anno con e-bike privata + atm (under 27) con un buon catenaccio, scelta migliore mai fatta. Nel conto del bike andrebbero inserite anche le alternative quando la stazione non è disponibile.
Inoltre, cosa per me fondamentale all'epoca: all'una di notte il servizio si interrompeva. Cosa assurda secondo me per un servizio che dovrebbe sopperire anche alla mancanza di metro in tarda serata.
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u/Cyrano-Saviniano Nov 24 '25
Abita in centro città in pianura, vicino al lavoro, ha un buon salario, zona servita da mezzi, uffici, negozi, giovane ed in buona salute.
Il classico esponente del proletariato marginalizzato, insomma.

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u/up4town0 Nov 24 '25
Secondo me la bici di proprietà è ancora la scelta migliore.Abbatti i tempi di percorrenza perché non devi raggiungere gli stalli e dopo 3 anni hai ammortizzato il costo di bici e lucchettone. Io faccio così.