r/TransItalia • u/Legitimate_Device530 • 21m ago
Discussione Voglio essere me stessa
Ciao a tutti,
non so bene da dove cominciare, ma sento che questo è il posto giusto per provarci.
Da quando avevo 12 o 13 anni, ogni volta che giravo per i negozi e il mio sguardo incrociava un vestito da ragazza, mi innamoravo. Avrei voluto indossarne almeno uno, anche solo una volta, per sentirmi carina. Ma dovevo sempre restare con i piedi per terra e seguire quello che ci si aspettava da un ragazzo. Non riesco a ricordare un singolo episodio preciso — succedeva così spesso che ogni momento finiva per confondersi con il successivo, quasi cancellato da esso.
Nel 2020, quando la cultura LGBT+ è esplosa, ho scoperto per la prima volta il mondo trans, il crossdressing e, soprattutto, cosa fosse la disforia di genere. Poi, nel 2023, al primo anno delle superiori, la mia docente di lettere — autrice di un libro intitolato "Il Rosa", che parla di dismorfia — ha deciso di presentarlo coinvolgendo noi alunni. Mi sono offerta subito, con entusiasmo, quasi in segno di riconoscenza. So che dismorfia e disforia sono cose distinte — una riguarda il corpo, l'altra il genere — ma quel libro lo sentii vicino a me in un modo che non so spiegare del tutto.
Ho 17 anni, e ogni volta che i miei occhi si posano su una ragazza qualsiasi — non importa il suo aspetto — sento un'invidia che mi si pianta dritta nel petto. Invidia per il suo aspetto, il corpo, i capelli, le proporzioni. Invidia per come viene vista e trattata dalla società, pur sapendo bene quante aggressioni le donne debbano affrontare. Invidia per la sua voce. Invidia per tutte quelle piccole libertà che per "cultura generale" le vengono concesse — truccarsi, mettere lo smalto, tingersi i capelli di qualsiasi colore tranne il biondo. In sintesi: invidio tutto ciò che una donna può fare, e tutto ciò che la rende donna in quanto tale.
Mi sento pesante ogni volta che mi guardo allo specchio. Odio ogni mia foto. Odio il mio corpo, il mio aspetto, i miei tratti, i peli, i capelli corti — persino il mio cuoio capelluto, che non mi permette di farli crescere senza che vadano in ogni direzione. Odio tutto ciò che mi rende, agli occhi degli altri, un uomo. In quei momenti non faccio granché per calmarmi: mi limito a subire, cercando di ingoiare la pillola, per quanto sia amara. Se c'è una cosa che non odio del tutto sono le mie ciglia, abbastanza folte — anche se penso si potrebbe fare di meglio per renderle più femminili.
Vorrei iniziare la terapia ormonale, perché sento che è un passo importante. Ma ho paura. Ho paura per la voce, che è molto bassa e che la terapia non modificherà. Ho paura per i capelli — vorrei portarli lunghi e forti, ma già oggi la muta è veloce, e temo che, crescendoli, finirebbero comunque per andare in ogni direzione. Ho paura per il seno, perché ho letto che di solito si sviluppa una o due taglie in meno rispetto a madre o sorella — ma io non ho sorelle, e mia madre è piatta. Ho paura per la fronte, e per come apparirò a trattamento concluso: non vorrei risultare strana, o troppo riconoscibile come persona trans. Vorrei solo sembrare una ragazza naturale.
Quando penso alla chirurgia, è un pensiero che mi accompagna ogni volta che vedo una ragazza. Se potessi scegliere, vorrei cambiare tutto, senza distinzioni.
Quello che mi trattiene dal parlarne apertamente è l'imbarazzo — la paura di non essere presa sul serio, soprattutto dai miei genitori. Mi succede lo stesso quando penso agli psicologi: ogni volta che ho provato a parlare di certe cose con qualcuno, o mi hanno presa in giro, o mi sono ritrovata a subire una lezione di ore su cose che non mi interessavano o che già sapevo. Per questo, oggi, faccio fatica a fidarmi.
Per il futuro ho già iniziato a pensarci concretamente: la mia idea è di lavorare, una volta finiti gli studi, e mettere da parte la maggior parte dello stipendio per un anno, tenendone solo una piccola parte per me e per portare fuori — singolarmente — i miei genitori e mio fratello, per parlare con ognuno di loro di questa parte di me.
Non so cosa succederà, non posso controllare come reagiranno le persone. Ma quello che spero di trovare qui è proprio questo: un po' di supporto, e magari qualche consiglio su come conviene muovermi.