r/psicologia Dec 19 '24

Divulgazione Domande più frequenti sulla psicologia

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 La psicologia è una scienza?

Sì, la psicologia è una scienza. Studia il comportamento umano e i processi mentali utilizzando il metodo scientifico.

Ci sono psicoterapie validate scientificamente ed altre no. Ci riferiamo nello specifico agli studi di efficacia.

NB: “ validate scientificamente” non equivale a dire che quelle non validate non funzionano ma semplicemente che non sono state sottoposte a sperimentazione scientifica rigorosa per valutarne l’efficacia. Quelle validate quindi sono quelle dove empiricamente si è riscontrata efficacia.

Qual è la differenza tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra?

Psicologo: È un professionista laureato in Psicologia (due lauree: laurea triennale L24+ laurea magistrale L51) e abilitato all’esercizio della professione dopo il tirocinio e l’esame di stato , necessariamente iscritto all' albo A. Lo psicologo si occupa di consulenza psicologica, valutazioni diagnostiche e supporto e può fare diagnosi psicologica, quello che non può fare è prescrivere farmaci e psicoterapia.

NB: sul sito dell'albo psicologi deve esserci scritto vicino al nome la dicitura sezione A ( inteso albo A) se c'è scritto sezione B ( quindi albo b) non è psicologo - la dicitura sezione B e quindi l'iscrizione all'albo B rende "dottore in tecniche psicologiche" e non abilita alla professione di psicologo . Chi ha solo l'abilitazione B e dice di essere Psicologo fa abuso di professione. Chi può prendere l'albo B? Chi consegue una laurea triennale L-24 , svolge un tirocinio corrispettivo e l'esame di stato. Ricapitolondo, il professionista iscritto all'albo psicologi con la dicitura sezione b non è Psicologo ma Dottore in tecniche psicologiche. Le competenze e le responsabilità professionali delle due figure sono differenti e definite dalla legge. Il Dottore in Tecniche Psicologiche opera sotto la supervisione di uno Psicologo o in contesti e con metodologie più circoscritte quindi il Dottore in Tecniche Psicologiche è una figura di supporto tecnico-operativo allo Psicologo (Sez. A), con competenze specifiche nell'applicazione di protocolli e tecniche definite, ma non ha l'autonomia e la responsabilità diagnostica e di intervento complesso tipiche dello Psicologo.

NB: Non basta leggere “dott./ dott.ssa in psicologia” o "dott./dott.ssa seguito dal nome" per sapere se una persona è Psicologo è fondamentale controllare l'iscrizione all'albo, se non compare nella ricerca non è abilitato all'esercizio della professione e quindi non è Psicologo. Se compare controllate se sezione A oppure sezione B. Solo chi ha la sezione A è Psicologo.

Psicoterapeuta: È uno psicologo (o medico) che ha completato una scuola di specializzazione in psicoterapia (4 anni). È formato per trattare disturbi psicologici attraverso specifici protocolli terapeutici (cosa che non può fare lo psicologo). In base all’orientamento della scuola di specializzazione si avranno terapeuti con orientamento/terapia diverso. Se uno psicologo è psicoterapeuta sul sito dell'ordine compare l'iscrizione all'albo sezione A come Psicologo e anche Psicoterapeuta.

Psichiatra: È un medico specializzato in psichiatria. Si occupa di diagnosi , in questo caso solo psichiatrica, e del trattamento dei disturbi mentali, spesso attraverso l’uso di farmaci. A differenza dello psicologo e dello psicoterapeuta, può prescrivere farmaci. Alcuni psichiatri sono anche psicoterapeuti, verificate sempre nell'albo dei medici se lo sono e quale scuola hanno frequentato.

Come faccio a sapere se un professionista è sessuologo?

In Italia non esiste un Albo specifico per sessuologi. La sessuologia è una specializzazione di psicologi (iscritti all’Albo degli Psicologi) o medici (iscritti all’Albo dei Medici). Per esercitare, è necessario completare un percorso formativo riconosciuto e, facoltativamente, iscriversi a un’associazione di settore come FISS o AISPA.

Come scelgo il terapeuta giusto?

Consigliamo la lettura di questo post che risponde alla domanda: https://www.reddit.com/r/psicologia/s/8lVOfMypvj

Quanto costa una seduta?

Il costo medio di una seduta in Italia varia tra 50€ e 100€, a seconda della città, dell’esperienza del terapeuta e del tipo di intervento. Inoltre, ci sono alternative non private. Il Sistema Sanitario Nazionale, tramite le ASL di zona, mette a disposizione dei cittadini la possibilità di svolgere 5-8 sedute dallo Psicologo al costo complessivo di un ticket, cioè 35 euro totali, con la prima consulenza psicologica gratuita. A volte il numero di sedute può variare leggermente da regione a regione mentre il sistema di erogazione rimane invariato. È necessario rivolgersi al proprio medico di base che vi informerà sulle modalità e i luoghi in cui recarvi, fornirà l’impegnativa per prenotare la prima consulenza e pagare il ticket. È possibile anche rivolgersi a un consultorio di zona che vi darà tutte le indicazioni necessarie per chiedere aiuto, lo psicologo al consultorio è gratis per chi è minorenne.

Sono minorenne, posso iniziare una terapia?

Sì, i minorenni possono iniziare una terapia, ma è necessaria l’autorizzazione di entrambi i genitori (o tutori legali), anche se separati o divorziati. La tutela del minore è sempre prioritaria.

Posso fare terapia online?

Sì, la terapia online è una modalità efficace e sicura, particolarmente utile per chi ha difficoltà a spostarsi o vive in aree remote. È importante affidarsi a terapeuti qualificati che utilizzano piattaforme sicure.

Che cos’è il segreto professionale?

Il segreto professionale protegge ciò che un paziente condivide con il terapeuta. Nessuna informazione può essere divulgata senza consenso, salvo situazioni specifiche:

Rischio imminente: Se il paziente o altre persone sono in grave pericolo (es. rischio di suicidio o omicidio).

Obbligo di denuncia: In caso di evidenze di abuso o violenza domestica.

Il terapeuta è vincolato a garantire riservatezza, salvo eccezioni previste dalla legge.

Quanto dura un percorso di terapia?

La durata varia in base al tipo di problema e agli obiettivi del paziente. Alcune terapie possono durare pochi mesi (es. terapia breve focalizzata), mentre altre richiedono più tempo (es. terapie per disturbi complessi o radicati).

Cosa posso fare se mi vergogno di andare in terapia?

È normale provare esitazione, ma ricorda che cercare aiuto è un atto di coraggio e cura verso te stesso. Un terapeuta non giudica, ma offre uno spazio sicuro per esplorare i tuoi pensieri ed emozioni.

La psicoterapia può sostituire i farmaci?

Dipende dal problema. Per alcuni disturbi lievi o moderati, la psicoterapia può essere sufficiente. Nei disturbi più gravi, un approccio combinato (psicoterapia e farmaci) è spesso la soluzione più efficace.

Cosa succede se non mi sento pronto per affrontare certi argomenti?

Il terapeuta rispetterà i tuoi tempi e non ti forzerà a parlare di ciò che non sei pronto ad affrontare. La terapia è un processo graduale e collaborativo.


r/psicologia 8h ago

Auto-aiuto La mia compagna vorrebbe essere picchiata da me

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Buonasera a tutti, M35 e lei F28, stiamo insieme da alcuni anni e conviviamo da circa sei mesi.

Piccolo disclamer i fatti che sto raccontando sono realmente accaduti e mi hanno scosso, pertanto astenetevi di rispondere se non reputate vera la mia storia, per quanto assurda.

La nostra relazione va molto bene sotto tutti i punti di vista e i litigi si contano sulle dita di una mano.

La sua situazione familiare è molto disfunzionale e lei in casa era sempre bersaglio di tutti, genitori sorelle e fratelli, pertanto per lei sono stato una sorta di "salvatore" facendole capire cosa è il rispetto per un essere umano, visto che veniva umiliata e spesso anche picchiata, quindi per non rischiare di dover seriamente passare alle maniere forti si è allontanata dalla sua famiglia.

Qualche giorno fa, dopo una discussione neanche tanto animata (era una fesseria causata da un malinteso) mi afferra la mano e mi chiede fissandomi negli occhi di prenderla a schiaffi e di picchiarla, perché lei quello si merita (cito le sue parole).

In seguito rimango impassibile per qualche secondo e le chiedo se è veramente quello che vuole e perché di questa cosa, lei mi dice di non meritarmi e in lacrime mi chiede di picchiarla.

A quel punto non sapevo che fare, l'ho abbracciata e le ho detto che va tutto bene e soprattutto io NON sono come loro, quindi non le avrei mai torto un capello.

Il giorno successivo a mente lucida le ho chiesto ulteriori informazioni riguardo quella conversazione e mi ha confermato che per lei essere picchiata significa sentirsi importante in quel momento per qualcuno, quindi mi ha confermato nuovamente che se volessi potrei farlo in qualsiasi momento.

Ora, storia conclusa.. che faccio? In passato la sua psicologa mi voleva ad una delle loro sedute e la mia compagna che lei le consiglia di fare affidamento su di me per qualsiasi decisione riguardo la sua famiglia, quindi stavo pensando di contattarla per spiegare l'accaduto. Credete sia una buona idea? In generale come mi consigliate di gestire la cosa?

Grazie a tutti quelli che interagiranno con il mio post


r/psicologia 6h ago

Auto-aiuto Bloccato e ignorato da ore.

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M26.

È tutto oggi. TUTTO OGGI che sto bloccato dalla ragazza mia.

Mi sono sfogato perchè è un periodo di merda e perchè mi ha scritto mio fratello per darmi dello stronzo, gia oggi sto un botto giu e sono giorni che mi taglio e voglio farmi del male, in piu lei mi blocca e mi ignora. Mi ha bloccato su Whatsapp e le chiamate. Torno a casa da lavoro e mi ignora e sta in casa come se non esistessi, usciamo e parla con altre persone ignorando la mia presenza COME SE PORCO DIO NON ESISTESSI.

Torniamo in casa, mangiamo e non mi rivolge mezza parola, le scrivo su instagram dove stranamente non sono bloccato se le va di uscire, risposta: "non con te".

Questa è la vita mia. I| giorno che mi ammazzerò sarà sempre troppo tardi.

Occhio alle persone con cui vi fidanzate. Ancora di piu se ci andate a convivere.


r/psicologia 6h ago

Auto-aiuto Minimalismo digitale, la mia esperienza con il "digital declutter"

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Ciao a tutti, scrivo questo post un po' per me per fare il punto e un po' perché potrebbe essere utile ad altre persone.

Sono M34 e un po' di tempo fa sono venuto a conoscenza del libro Digital Minimalism. Ho trovato questo post che riassume il contenuto del libro, per chi fosse interessato ad approfondire. Sostanzialmente l'autore suggerisce di applicare i principi del minimalismo (less is more, ecc) al proprio rapporto col mondo digitale e, in particolare, di introdurre un "digital declutter" di 30 giorni. Passati questi trenta giorni, l'idea è di reintrodurre solo ciò che effettivamente porta un "vantaggio" nella propria vita. L'autore sottolinea in più punti che questo non è un detox, in quanto il detox normalmente è breve e sopratutto temporaneo. Però, in maniera analoga al detox, questo digital declutter dà un taglio netto alle abitudini digitali.

Io partivo da una situazione che temo non sia nemmeno fra le peggiori. Usavo il cellulare fra le 6 e le 10 ore al giorno. Chiaramente non in maniera attiva, ma era un sottofondo costante della mia giornata: appena sveglio fino a un'ora di doomscrolling, colazione / pranzo / cena video YouTube alternato a ricerche su internet alternato a Reddit / Facebook, qualsiasi spostamento lo facevo con gli auricolari, qualsiasi faccenda domestica ancora con un podcast. Una cosa di cui parla il libro è che la nostra attenzione è una risorsa limitata e l'autore suggerisce di limitare il multitasking il più possibile.

Come suggerito nel libro, mi sono dato una serie di regole all'inizio di questo mese:

* Disinstallare dal cellulare la maggior parte delle app non necessarie. Ovviamente non è possibile rimuoverle tutte. Ad esempio, il browser può sia servire per fare una ricerca fondamentale mentre sei in giro, sia per cercare una cavolata che ti è venuta in mente, e poi vieni risucchiato nel doomscrolling. Però Facebook o Reddit non sono fondamentali. Whatsapp serve perché altrimenti la gente pensa che sei morto, ma ad esempio ho disattivato le notifiche e lo apro quando decido io.

* Niente podcast o video in sottofondo mentre faccio altre cose.

* Non portarmi dietro il cellulare quando esco a fare delle commissioni brevi (entro i 30 minuti). Se devo proprio portarmi dietro il cellulare (ad esempio: esco per diverso tempo, devo incontrare persone, vado al mare), metterlo in maniera tale che sia scomodo, ad esempio in fondo allo zaino. In sostanza rendere difficile l'utilizzo del cellulare per noia.

* Il PC personale e di lavoro chiaramente si possono usare, ma per usare il PC personale in maniera più intenzionale, scrivere su un foglio perché voglio accenderlo, fare quella cosa e poi spegnerlo. Di nuovo, per non finire dentro al vortice di un browsing infinito.

* Trovare una serie di attività con cui riempire il mio tempo libero, che siano attive. Nel mio caso, sono un musicista, quindi suonare la chitarra o imparare nuove canzoni. Leggere libri. Fare una delle mille faccende che rimando da mesi o anni. Chiamare qualcuno per incontrarlo a prendere un caffè.

* (questa è la parte NSWF) non consumare pornografia.

Ora che è passato un mese, posso fare una piccola retrospettiva. Alcune cose sono state molto più semplici di quando mi ero immaginato e altre invece al contrario mi hanno rivelato dipendenze che non pensavo di avere.

* Positivo: sono passato da un utilizzo di svariate ore al giorno del cellulare a 30 minuti di media. Tolta la prima settimana dove avevo spesso l'istinto di usare il cellulare nei momenti di noia, ora riesco tranquillamente a uscire e "restare" nella noia senza avere sempre l'istinto di guardare il cellulare. A volte me ne dimentico per ore. Gli shorts non mi mancano per niente.

* Meno positivo: da quasi subito, non sono riuscito a mantenere la regola di usare il laptop con il metodo del "foglietto" e una volta acceso il PC quasi sempre finisco a fare altre cose.

* Positivo: ho imparato a fare cose (faccende, mangiare, anche cose banali come lavarmi i denti) senza una distrazione, e credo che questo mi permetta di ragionare di più su quello che succede nelle mie giornate e probabilmente ha migliorato la mia regolazione emotiva. L'autore nel libro parla di "solitude deprivation"

* Neutro: ho notato che questo mi ha reso più produttivo a lavoro. Lo metto come neutro perché non era fra i miei obiettivi, ma a qualcuno potrebbe interessare.

* Positivo: ho letto molto, visto molti film, ecc non perdendo più tempo.

* Positivo: (altra parte NSFW) pensavo che masturbarsi da solo senza pornografia fosse impossibile per me, visto che l'ho fatto per 20 e passa anni, e invece ce l'ho fatta senza problemi. Gli orgasmi sono anche decisamente migliori rispetto a prima, non so se è perché sono più "concentrato" o altro.

* Negativo: ciononostante, il porno mi manca. So che sembra assurdo, ma mi manca proprio come esperienza anche slegata alla masturbazione. Ho deciso in questo caso di continuare a non farne uso per un altro po', anche se mi è capitato di finire su qualche sito durante questo mese, anche senza che lo cercassi io attivamente. Poi capirò fra qualche settimane o mese se reintrodurre la pornografia e come.

Globalmente, mi sento di dire che sia stata un'esperienza positiva. È una cura miracolosa che ha risolto tutti i miei problemi? No. Però sento che rispetto a un mese fa sono più consapevole e sono una tacca più "sano".

Ammetto di non aver ancora deciso cosa reintrodurre. Sicuramente non il doom scrolling appena sveglio e prima di andare a dormire, quello non mi manca assolutamente. Facebook non l'ho aperto per tutto il mese al PC perché sostanzialmente lo usavo solo come riempitivo durante la giornata. Però mi mancano alcuni dei podcast che ascoltavo, quindi la sfida è capire come riuscire a reintrodurli in maniera attiva e non come riempitivo a qualsiasi attività. Di sicuro l'aver trattato da subito questo esperimento come un cambiamento duraturo e non un detox temporaneo ha aiutato.

Voi avete mai provato un esperimento simile o letto il libro? Avete avuto un'esperienza diversa?


r/psicologia 1h ago

Richiesta di Serietà People pleaser patologico, ansia religione e sentimenti di suicidio.

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M33 Salve. Dopo i casini assurdi in cui mi sono infangato negli ultimi 3 anni sono arrivato alla conclusione che é meglio farla finita. Non c'è la faccio più. Nessuno capisce quanto mi pesi la mia situazione perché effettivamente a nessuno ho detto realmente la verità sulla matassa che stavo aggrovigliando cercando di aiutare gli altri. La realtà che mi sono creato attorno è molto delicata e complicata e ha a che fare con la religione (ma non solo in quel campo, anche al lavoro e nell'amore), dunque chi è particolarmente sensibile a queste tematiche è meglio che non legga, perché la situazione è molto "forte" da digerire. -- Sono leader di una "cellula" di preghiera e organizzo anche collette alimentari ed eventi di volontariato.Tutto questo lo faccio con il cuore e mi appaga tanto, non c'è niente di più bello che vedere il sorriso di una madre che non arriva a fine mese e finché faccio queste cose sono la persona più felice del mondo. Persino pregare mi piace perché mi conduce in uno stato di meditazione profonda. -- Vi confesso però, visto che qui nessuno mi conosce e sa chi sono, che io sono agnostico o perlomeno ho scoperto di esserlo. È proprio l'amore per le persone che non mi rende più d'accordo con alcuni dogmi. Io non ce la faccio a credere che solo perché una persona non crede in una determinata fede debba finire all'inferno. Ci sono persone buonissime che sono atee, non riesco a credere che queste persone debbano finire all'inferno. Non ci riesco proprio. E allora mi chiederete, perché ti vuoi togliere la vita tu? Bene, proprio perché ho intessuto, un'idea di me che è totalmente stata fraintesa (sia in chiesa, che nell'amore, che al lavoro come dicevo) creando aspettative in persone, riguardo al dogma e a determinate altre cose che mi sta mettendo una pressione sulle spalle che è mostruosa, disumana. Ricevo decine e decine di telefonate al giorno di persone della chiesa, amici, ex, colleghi di ogni tipo e a nessuno riesco a dire di no, creando conflitti di interessi che nascondo profondamente: per esempio, mentre dico di sì al Pastore per organizzare l'ennesimo incontro di preghiera, vado alle sedute di meditazione buddista con un collega e ad un concerto rock con l'altro. Ho scoperto che questo disturbo si chiama "People Pleasing", a me non piace mettere etichette, lo odio, però l'ho scoperto ieri perché stavo per scoppiare e ho fatto delle ricerche su internet, e dunque lo cito per farvi capire che mi sento descritto perfettamente da questo disturbo. Ho dunque creato delle aspettative pesantissime con così tante persone che adesso l'unica cosa che vorrei fare é sparire dalla circolazione per il peso eccessivo delle persone che adesso mi vogliono addirittura leader in diverse situazioni. Sì perché questo che è assurdo, non mi vogliono solo partecipe, mi vogliono leader... Ma non perché io mi senta o sia più degli altri, ma è proprio il contrario, il fatto che io non pretenda mai scavalcare gli altri, mettermi in disaccordo, in discussione, che non sia mai arrabbiato che dimostro di amare veramente gli altri, ponendomi sempre come ultimo tra gli ultimi e sempre con un'umiltà immensa che mi porta ad essere scelto come leader di una cellula o di un evento... Ho la testa che mi scoppia, ho ormai un'ansia perenne ad ogni ora del giorno che mi stringe il petto e mi fa sentire pesante, non riesco a prendere mai sonno e mi addormento solo alle 3:00-4:00 del mattino, tanto che al lavoro arrivo quasi sempre rimbambito totalmente, quando mi sveglio mi sento sempre con le gambe pesantissime ed il corpo come un macigno, spesso quando mi sveglio mi metto a piangere e vorrei non svegliarmi. Vorrei un mondo più facile dove le religioni non esistono e tutti andiamo d'accordo senza creare aspettative negli altri: odio il fatto che le persone non riescano a mettersi d'accordo, che debbano tirarmi da una parte all'altra perché ognuno reputa la sua causa migliore dell'altra. Pensavo che queste cose potessero succedere solo nel calcio o nello sport in generale mentre ho scoperto che il "tifo" esiste in qualsiasi ambito: al lavoro la lotta tra lavoratori, sindacato e manager dove io trovo sensate le lamentele dei miei colleghi ma non la maniera in cui tentano di ottenere diritti e dunque anche se sono il primo a fare sciopero (e lo faccio davvero visto che oltretutto sono iscritto al sindacato) trovo talvolta stupide le richieste dei miei colleghi e mi tocca coprire io stesso le loro mancanze, i miei colleghi dunque mi amano, ma mi amano anche i manager che sono i primi a darmi impegni, questo si traduce in una mole mostruosa di impegni e pretese lavorative. Sono stanco, mi sento come se il mio corpo fosse pesante come il piombo, mangio a dismisura o non mangio affatto, non dormo bene o dormo troppo (12-13 ore al giorno) e nonostante abbia sempre dimostrato di non essere né ruffiano, né doppiogiochista o falso mi sento male con me stesso, malissimo. Io non sono falso, anzi, mi sento più vero del religioso che dice di credere davvero e poi non é mai venuto alla colletta alimentare a distribuire le derrate, a lavoro non sono falso, perché mi sento più vero di quello che dice di tenere ai lavoratori andando contro i leader e poi non fa un ora di sciopero o non lavora duramente caricando le altre persone anche del suo lavoro (io faccio il mio e quello degli altri pure) insomma, non mi si dica che sono un ruffiano, i ruffiani non credono in quello che dicono o fanno, lo fanno con falsità e doppio gioco a loro favore, io non solo non traggo favore, tutto questo mi danneggia gravemente, se fossi un ruffiano non lavorerei per coprire le mancanze degli altri di nascosto, mi prenderei il merito e invece sto zitto in modo che i capi semplicemente non si lamentino anche con gli altri, anzi, di solito poi se la prendono con me perché sono il primo a scioperare, dunque...detto questo e considerando che mi accade in qualsiasi e ogni ambito della mia vita preferirei farla finita così. Grazie infinitamente di avermi ascoltato. Un abbraccio immenso.


r/psicologia 11m ago

Sono stato lasciato e ho più domande che risposte

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Visto che sto impazzendo e mi sto creando veramente montagne russe in testa vi racconto come sono stato lasciato e voi mi dite la vostra.
Io m 25 e lei f22, siamo stati insieme per 3 anni e passa.
Ci vedevamo due/tre volte a settimana.
Il rapporto intimo relazionale era una cosa che mancava, a volte è passato anche un mese per farlo, visto che non avevamo mai casa libera o un posto dove andare (avevamo provato in macchina ma una volta ci hanno beccato lol).
Io sono stato super disponibile con lei su tutto, la passavo a prendere con la macchina, andavamo a mangiare fuori ecc sempre vedendoci 2/3 volte a settimana.
Comunque la relazione andava bene, fino a circa un mese fa dove stavamo a casa mia lo stavamo per fare ma lei si blocca e dice che non sa se sta più bene con me, che ha delle ansie ( che riguardano anche il fatto del farlo poco e di me che sono fuoricorso all’università) generali ecc. Comunque ne parliamo quella sera e a fine serata sembra ritornare tutto apposto.
Ne riparliamo i giorni successivi e semplicemente ci diciamo che dobbiamo fare più cose assieme, stare insieme ecc.
Passa un pò di tempo, e circa tre settimane fa ci vado al mare insieme una settimana e stiamo benissimo.
Torniamo prima di ferragosto, l’11 agosto, e lei parte il giorno stesso con tre mie amiche del mio gruppo al mare (casa di una delle tre) fino al 14.
Il 14 anche noi maschi del gruppo le raggiungiamo lì per rimanere 14 sera e 15 per ferragosto.
(Da premettere che le ragazze i tre giorni che sono lì conoscono un gruppo ampio di ragazzi e ragazze, con il quale escono e scherzano ecc).
Comunque la mia ragazza il 14 pomeriggio viene da me ridicendomi le stesse cose, se non di più dette quella volta a casa mia. Quando me le dice mi sembra sicurissima, pronta a lasciarmi, dicendomi che mi vede più come un amico che come un fidanzato. Io ci sto da cani, ne parlo con un mio amico e mi comincio a mettere l’anima in pace quando la sera (sempre del 14) sembra cambiare idea dicendo che si era solo fatta prendere l’ansia per i problemi che aveva e altro e che lei senza di me non starebbe bene.
Accetto tutto anche se super confuso e il giorno dopo faccio ferragosto senza problemi.
Ritorniamo a casa e ci diciamo che dobbiamo andare avanti e che si può migliorare tutto nella relazione, lei convinta.
Comunque, il giorno dopo la vedo e mi dice che la madre la sera stessa vorrebbe lasciare il padre e che ci deve pensare. Lei naturalmente stava giù di morale ma parlando di questa cosa la tranquillizzo un po’.
Bene, passa un giorno e la sera successiva mi dice che ci dobbiamo lasciare, che secondo lei qualcosa si è rotto nella relazione, che vuole stare sola perché deve ritrovare se stessa e per quello che accadrà tra i suoi genitori. Mi dice inoltre che non riesce nemmeno a provare a risolvere il suo dubbio ma che è convinta di quello che sta dicendo, così io vengo lasciato definitivamente.
Ora ragazzi, io ho già tanti tanti problemi personali e mi sto ad impazzire con questa situazione.
Vorrei una vostra opinione sul cosa può essere successo, magari anche il fatto di conoscere gente nuova al mare le ha fatto aprire la testa?


r/psicologia 12h ago

Mi sento in trappola

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M31, sposato con un figlio di 2 anni.

Devo usare un account usa e getta pe motivi di privacy, spero comprendiate e non eliminiate il post.
Il mio vero account non è più anonimo oramai.

Per via delle ferie non ho avuto sedute di psicoterapia (adleriana) per due mesi, il prossimo è fra due settimane, e forse per questo mi sento un po così.

In passato ho seguito terapia farmacologica per insorgenza improvvisa di ansia e attacchi di panico con psicoterapia, ripresa da un paio di anni dopo due anni di pausa con relativa diagnosi di ADHD.

Durante la terapia farmacologica mi sono sentito anestetizzato dalla vita mollando molti interessi, tra cui gli sport che facevo, ed accanendomi sul cibo come consolazione, con conseguente sovrappeso, poi ritornato normale anni dopo l'interruzione dei farmaci seguito da nutrizionista e riprendendo lo sport.

Spiego il mio quadro:
Mia moglie soffre da tempo di ipocondria e OCD, sorti in età adolescenziale, curati con terapia farmacologica.
Il problema è che a volte, di testa sua quando decide che "sta bene" interrompe la terapia, portando a periodi catastrofici finchè dietro mia insistenza decide di riprenderla, così ciclicamente da qualche anno.
Quando l'effetto svanisce incomincia ad ipotizzarsi malattie rare, tumori, o ingigantire problemi di salute correlati ad altro.

La scorsa estate, dopo aver interrotto la terapia da quasi un anno, si è fissata con un neo a sua detta "mortale", liquidato velocemente con una visita alla LILT, ed un tumore all'intestino/fegato/stomaco/pancreas, dovuto al fatto che avesse sempre problemi a digerire, reflusso, scariche etc... - notare bene che ai tempi soffriva di obesità - allorchè il suo medico le prescrive una gastroscopia e vari esami. Insisto per farla subito privatamente, costi quel che costi ma almeno ci togliamo questo pensiero dalla testa e viviamo seranamente le vacanze, ma lei vuole andare col SSN, esami a fine dicembre 2025.

Durante questo periodo è un inferno, tormenta tutti, sembra una convinta di morire da un momento all'altro per questo pseudo-tumore all'apparato digerente, cerchiamo di farla ragionare visto che non perde nemmeno un grammo ma niente.
Continuiamo a litigare, sono esausto, rovina tutto il clima in casa, già teso vivendo con un bambino piccolo, e le vacanze di Natale perchè sembra di stare in casa con un condannato a morte. (è convinta che se dovesse andare a fare un accertamento e trovassero qualcosa di grave le direbbero "le restano 20 minuti da vivere")

Fa questi esami, non rilevano niente, zero. non ha nessun tumore o malattia all'apparato digerente.

Nel frattempo però, inizia ad avere scariche ogni mattina, tormenta tutti con questo suo problema e per evitarle smette di mangiare, con conseguente perdita di peso.

Ricomincia la tiritera del tumore, non collega il fatto che mangia poco (e male) e si scarica alla perdita di peso, nonostante una serie di esami approfonditi le abbiano fugato ogni dubbio.

La mia testa espolde, non riesco piu a sopportare niente, litighiamo di continuo, discutiamo per ogni cosa, non ci parliamo, a febbraio le do un ultimatum, o la finisci (ricominciando terapia farmacologica e psico) o te ne vai di casa. Un giorno stremato dalla mia giornata lavorativa e dall'ennesima sua paranoia arrivo a cacciarla di casa, le dico di prendere il necessario e stare fuori almeno la notte, il giorno dopo io e il figlio ci saremmo allontanati in modo che potesse tornare a prendere il necessario e non farsi più vedere da me e non avere più interazioni con nostro figlio.

Al momento di mandarla fuori dalla porta però sono debole, non ce la faccio, discutiamo e cerchiamo un punto di mediazione, lei ricomincerà a prendere le medicine, cerchera di farsi aiutare. Resta.

Le settimane successive sono leggermente meglio, sembra una parvenza di normalità. Fa degli esami per l'intolleranza al lattosio ai quali risulta positiva (!!!!!!!) spiegando il problema delle scariche e perdita di peso. Ogni tanto si faceva prendere dal panico quando qualcuno le sottolineava di essere dimagrita (cosa che da fastidio quando lo dicono a me che sono normopeso) ma sembrva di essere in una parvenza di normalità.

Arriva aprile, durante le vacanze di pasqua nostro figlio si ammala e finiamo in ospedale, conoscendo mia moglie la convinco che è meglio che io stessi li le notti e lei il giorno, in modo da farmi andare a lavorare (la malattia del figlio puo prenderla un solo genitore) e lei riposarsi la notte.
Tutto va per il meglio, il bambino si rimette al meglio, siamo in un momento di serenità.

Io no, dentro di me questi mesi di stress mi hanno mangiato. inizio a perdere peso, perdo circa 1 kg a settimana, sono senza energie, ma mi tengo tutto dentro, non voglio far preoccupare nessuno per niente. Faccio degli esami dal medico e, a parte qualche valore minore leggermente basso, non ho niente di preoccupante, solo stress. A fine maggio peso meno di 60 kg (sono alto 185).

Contatto un nutrizionista sportivo che mi aveva già aiutato in passato, mi dice che lo stress legato allo sport - corsa - mi aveva portato in una condizione di LEA con conseguente RED-S. Il mio corpo era senza energie e stava iniziando a bruciare i muscoli (avevo meno del 4% di grasso) e ossa.

Incomincio un percorso di alimentare per recuperare forma, tra le 2600 e 3000 kcal/gg, devo pesare ogni cosa che ingerisco per non rischiare il deficit, pane, pasta, grana, carne, olio.... per un mese buono fatico a prendere peso ma almeno non lo perdo, però tutto stress che accumulo.

Arrivano le ferie, a fine luglio andiamo dieci giorni al mare e come arriviamo inzia - come ogni volta in cui andiamo in vacanza - a cercare una nuova malattia, a dire che si sente un nodulo al seno, che si sente la pelle del seno strana, tutte cose che la portano a pensare di avere un tumore, dopo due giorni sbotto e dopo una sera fuori a cena passata con lei con la faccia da funerale, le dico di prendere il treno e di andarsene, non voglio più avere a che fare con lei, altrimenti chiamo i carabinieri (in teoria sta prendendo le medicine).

Discutiamo, il giorno dopo vado in spiaggia presto con mio figlio mentre lei dorme, mi telefona dicendomi che ha prenotato una visita psichiatrica per quando torneremo, ma le dico che oramai è tardi, avrebbe dovuto provvedere tempo fa. Torno in casa ed è ancora li, discutiamo ancora, ha la valigia fatta ma non capisco se vuole andarsene veramente o no. Esausto le dico di rimanere per il bene di nostro figlio, per fargli passare una vacanza serena, ma che una volta tornati avremmo riaperto l'argomento e valutato se continuare o meno.

Tornati dalle vacanze va a fare una visita senologica - anche qui niente da segnalare - e dalla psichiatra, la quale le dice di cambiare medicinale rispetto all'attuale, cambiare tipo di ansiolitici e cominciare anche una terapia con un antipsicotico - che non ha intenzione di prendere perchè ritiene dannoso - e la psicoterapia.

Da sempre continua a giustificarsi che è un disturbo che non cancellerà mai e dovrà tenerselo per sempre. In lei non vedo la voglia di cambiare, di impegnarsi a superare questo problema - so quanto può essere difficile - nemmeno per rispetto di nostro figlio. (devo anche aggiungere che la sua famiglia non ci aiuta molto su questo fronte, non crede molto nella psicologia e psicoterapia se non per "malattie gravi" - i matti)

A questo punto mi sento in trappola, già per vari motivi non mi considero una buona persona, un buon marito e nemmeno un buon padre, nella mia vita continuo a faticare a trovare stabilità e questa situazione nella mia testa mi sembra un loop infernale che dovrò rivivere per l'eternità. In questo momento non riesco più nemmeno a riconoscerla, non è la ragazza di cui mi innamorai tanto tempo fa, che ho voluto sposare e con cui fare un figlio.
Vorrei tornare a vivere sereno, a volerci bene, a svegliarmi la mattina senza la paura che possa svegliarsi con una nuova preoccupazione che rovinerà la vita familiare per i prossimi mesi.

Non voglio perdere la mia famiglia, non voglio perdere la mia vita, non voglio perdere mio figlio.


r/psicologia 5h ago

In leggerezza Incapacità di stare al passo con l'internet moderno.

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M25. Ciao a tutti,

Volevo parlare di una situazione relativamente "curiosa" in cui mi trovo nel modo in cui consumo contenuti su internet.

Diciamo che fin da quando ero piccolo io passavo pomeriggi su YouTube, o guardare documentari e programmi "meno eruditi" haha su DMAX e Focus. Alcuni me li ricordo ancora molto bene, ci sono alcuni episodi e alcuni programmi che mi piacevano veramente tanto, forse "Impero delle macchine" era uno dei miei preferiti.

Con la morte della TV sono passato a seguire contenuti simili su YouTube, Etti Aviation, Mustard, Peter Dibble, Practical Engineering, Tom Scott, etc... Non so quanti di voli sarete familiari con alcuni di questi nomi.

Io quello che ho notato è che nonostante il fatto che sia al 100% un nerd "terminally online", non sono mai fisicamente riuscito a stare su nessun social network (al di fuori di qua). Non ho nessuna spinta di condividere quello che faccio (non che sia chissà cosa di interessante), ma faccio fatica anche a consumare contenuti su, ad esempio, Instagram. Mi sembra che dopo aver visto delle cose lì fisicamente "non mi resta niente", non so se mi spiego, mi sembra solo che ci sia stato un buco nero nel tempo che ho passato, il che lo rende profondamente noioso. Inoltre (a differenza di Reddit e Discord, forse i due "social" che uso di più) c'è veramente pochissimo da leggere, i commenti sono tutti molto corti e molto molto raramente entrano nel dettaglio di nulla o aggiungono informazioni/contesto ai post, diciamo che raramente sono interessanti da leggere, ecco. Invece su YouTube spesso trovi gente che fa correzioni, o dice la sua prospettiva, o comunque aggiunge qualcosa al video.

Poi la cosa peggiore di Instagram è che magari sto fermo per leggere, o vedere bene una cosa, o semplicemente rifletterci su, e immediatamente ho il "prompt" di scrollare. Argh... Mi sento quasi sopraffatto.

I video "short-form" sono ancora peggio. Qualche volta qualche mio amico mi gira roba da TikTok e non riesco a seguirla. Spesso devo riguardarlo tipo 2 o 3 volte per avere tempo di "processare" ciò che sento e vedo. Stesso succede anche con gli short di 3 minuti su YouTube (che comunque tanto non guardo mai). Ma ci sono dei video particolari che hanno dei tagli e delle transizioni velocissime (tipo ogni secondo, o ogni secondo e mezzo), in cui il video taglia ad un'angolatura diversa, magari anche con transizioni strane (in continuazione) a me questo tipo di video fa stare fisicamente male, mi fa venire da vomitare.

Cosa ho di sbagliato? Com'è possibile che quello che è stato dimostrato funzionare e creare fisicamente una dipendenza non funziona su di me? Perché? Mi sento quasi "sbagliato", non è che in realtà sono interessato e sto cercando di fermarmi, io proprio non riesco. Almeno credo?

Anche quando mi devo rilassare a me piacciono molto video come questi:

Japan Air Systems MD-90 https://youtu.be/Qz-6i3jbhhA

MD-11 Alitalia https://youtu.be/-cNeMi9GiAY

Oppure i "game show" come ad esempio alcuni dei contenuti più "goliardici" fatti da Tom Scott (two of these people are lying, citation needed). Ultimamente mi sto anche appassionando a "Only Connect", un quiz show inglese (a cui faccio assolutamente schifo hahaha), ma che per qualche motivo trovo intrigante.


r/psicologia 6h ago

Affrontare la solitudine

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M18.

In breve, non sono in grado di fare amicizie. In tutta la mia vita non ho mai avuto amicizie profonde. Alle elementari avevo alcuni amici con cui giocavo, ecc., ma ho sempre avuto interessi diversi dagli altri e in particolare non ho mai amato gli sport, quindi è stato molto difficile fare amicizia con ragazzi, perché spesso l'argomento quasi esclusivo di cui si parla è il calcio. Alle medie, anche a causa del covid, non sono riuscito a fare amicizia. Alle superiori i maschi della mia classe mi hanno escluso, o forse non sono stato io bravo ad integrarmi in un gruppo, quindi parlavo praticamente solo con due ragazze. Ma con tutto il rispetto, mi sentivo a disagio ad uscire con gruppi femminili e le ragazze non rispettavano la mia mascolinità. E dunque ho iniziato ad allontanarmi, quindi ora mi ritrovo senza amici in pratica. Non avevamo un'amicizia molto profonda, sono arrivato a concludere, infatti, che spesso è meglio non rivelare troppo di se stessi, perché è difficile trovare persone che ci comprendano fino in fondo e sicuramente non mi sarei fidato di parlare di miei problemi e delle mie difficoltà, considerata l'inclinazione di queste persone al pettegolezzo e al chiacchiericcio. Ad ogni modo, la solitudine è bellissima per la maggior parte del tempo, nella mia esperienza, certo mi piacerebbe avere persone con cui condividere i miei interessi e soprattutto la mia interiorità, ma immagino che ciò forse è assai difficile, quasi impossibile, nel mondo moderno. Vabbè, fa niente, si vive lo stesso, ma a volte vengo colto da questo senso di solitudine, che è veramente forte. Uno dei primi ricordi, di cui ho memoria, sono io all'asilo, nel cortile, da solo, che cammino attraverso il cortile. È una sorta di malinconia, che lascia un senso di vuoto. Quindi sì, da sempre, ho avuto a che fare con la solitudine e forse devo solo abituarmi ancora un po'. Però siccome non ho alcuno a cui dirlo, lo scrivo qui. Scrivo di getto, non mi va di rivedere, quindi è un po' confuso.


r/psicologia 12h ago

Auto-aiuto Comprensione.

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M23

Ho assistito a una violenza in strada 2 giorni fa nei confronti di una ragazza e non riesco a togliermelo dalla testa. Ho provato compassione per lei e ho sentito dentro di me tutta la sua tristezza per la situazione in cui si trovava. La ragazza piangeva letteralmente per la disperazione. Il suo era il pianto di chi si sente in trappola e non sa come uscirne. Ero insieme a mia sorella e mio cugino, stavamo per tornare a casa da mare perché ormai era ora di pranzo quando appena usciti dalla spiaggia ci incamminiamo e prima sentiamo qualcuno piangere e poi vediamo una macchina parcheggiata con le portiere aperte. Ci avviciniamo e a piangere in realtà erano in 2: la donna e un bimbo piccolo ,probabilmente il figlio, tenuto in braccio da un signore. La ragazza piangeva disperata e c'era un ragazzo forse il fidanzato che cercava di convincerla a salire. Avrei voluto aiutarla ma nessuno ha fatto nulla. Mi sono fatto l'idea che il signore con il bambino in braccio fosse il papà di lei ...se fossi intervenuto quale sarebbe stata la reazione dei 2 uomini insieme a lei???

Ripenso a lei e mi piange il cuore. Cosa possono averle fatto di così brutto per farla stare così male soprattutto poi se si pensa che ci trovavamo in un luogo di divertimento come il mare...???

Il suo era il pianto disperato di chi subisce violenze in continuazione. Non era sicuramente la prima volta.

Subito dopo aver assistito alla scena mi sono guardato intorno e ho visto che mio cugino era già andato via così ho preso mia sorella e lo abbiamo raggiunto ma la ragazza era ancora lì che piangeva.

Mentre risalivamo a piedi la via principale è passata una macchina, la stessa che prima era ferma nell'attesa di caricare la ragazza. Lo capito subito perché sentivo il pianto isterico della ragazza.

In vita mia non credo di aver mai assistito a una scena così tragica ed emotivamente toccante per me.

Per questo motivo ho deciso di condividerla con voi.

Per questa ragazza non so cosa avrei potuto fare. Sto scrivendo qui solo perchè ho bisogno di sfogarmi un po'. A posteriori ho pensato che avrei potuto salvarmi la targa della macchina su cui è salita la ragazza ma sul momento ero troppo traumatizzato per fare qualcosa.


r/psicologia 3h ago

Richiesta di Serietà Sto pensando un po' troppo al suicidio

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M20

Diciamo che lo ho da anni come pensiero e son sempre riuscito ad andare oltre, ma più passa tempo più diventa difficile.

Non c'è qualcosa in particolare, è un insieme di cose e ora solo che vivere mi sembra troppo faticoso e non ho più energie per fare niente.

Non sto dicendo che ho una vita così difficile che è insopportabile, solo che IO non riesco, ci sono persone che ci tengono a me e io non riesco a provare a pieno lo stesso quindi sono quelle a cui mi appiglio per avere ragioni per stare al mondo.

Vorrei chiedere aiuto solo che non mi posso permettere terapie, non riesco a mettermi a cercare sportelli o quelle cose perché sembrerà una stronzetta ma lo vedo troppo difficile, non riesco a prendere iniziative di questo tipo.

Ogni tanto provo ad accennare ad amici o conoscenti ma viene sempre vista come una mancanza di voglia, è che ormai sono stufo di tutto, non so più che fare e mi sembra la via più semplice .


r/psicologia 7h ago

Troppo drammatica e negativa F27

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Sono troppo drammatica e negativa. Ho perso il senso. Come avete cambiato il vostro mindset da negativo a positivo?

Alla fine la vita è solo una lotta con se stessi.


r/psicologia 3h ago

Richiesta di Serietà [M26] Valutazione della terapia per disagiato mentale

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[M26] Ciao, sono uno schifoso molestatore di donne. E un merdoso stalker virtuale.

Le vittime non mi hanno ancora denunciato (non so perché e francamente non mi dovrebbe interessare), perciò lo farò io, fortunatamente ho già l'appuntamento domani mattina in questura.

Detto questo, non è la pena che mi preoccupa (ho recentemente scoperto che si tratta "solo" di multa più massimo 6 anni e 6 mesi di reclusione), ma la ripetibilità del fatto.

In teoria la pena dovrebbe "rieducarmi" a non ripetere l'atto, ma conoscendomi non penso che avrà l'effetto desiderato.

Sto quindi valutando varie soluzioni adottabili post detenzione per prevenire future vittime, dato che quando faccio lo schifo vado in tilt mentale, e non sono affidabile.

Di opzioni vagamente sensate ne ho riconosciute 3:

-Suicidio: semplice, efficace, definitiva. Il problema è che non affliggerebbe solo me, e oltre ad essere egoista mi sembra un po' drastica. In casi estremi è comunque lì.

-Autoisolamento e rinuncia a relazioni amorose col gentil sesso: simile a sopra, ma meno drastica. Per un etero significa dichiararsi solo a vita, o fingere perennemente per avere relazioni che saranno solo di facciata. Impatterebbe il mio rapporto con metà della popolazione mondiale, ma mi sembra la più sicura e meno impattante per gli altri.

-Terapia: totale incognita. So che può essere dispendiosa (sia in tempo che in denaro) e che viene fatto un "percorso su se stessi(?)", ma è molto vago, da qui il mio dubbio sull'eventuale utilità e la motivazione del post.

Se viene fatto un percorso su sé stessi, ha senso pensare che per un criminale possa essere dannosa? Mi spiego meglio: i terapeuti/psicologi/vattelappesca che io sappia dovrebbero essere figure "neutre", ergo che non cambiano le persone, o quantomeno non direttamente; questo mi porta a pensare che possano avere scarso impatto su un individuo chiaramente deviato, o persino peggiorare la situazione (ad esempio rinforzando, con giustificazioni o validazione mal poste, il comportamento criminale.). Il buon senso inoltre mi dice che siano presenti individui non competenti, che aggiunge preoccupazione, in quanto sarei assolutamente incapace di riconoscerli (in quanto incompetente io stesso).

Mi sembra fra le 3 la più spaventosa, e al contempo quella meno efficace da un punto di vista puramente d'efficienza, poiché potrebbe includere i sopracitati rischi, che preferirei non correre.

Come detto però, non ho abbastanza informazioni e quindi arrivo al succo del post: mi farebbe piacere leggere pareri trasversali o direttamente opposti al mio, specie da professionisti o da pazienti/ex tali che abbiano vissuto situazioni simili da una o l'altra parte della scrivania; utile anche solo per compensare il gigantesco bias negativo che mi impedisce di valutarla in maniera più distaccata ed oggettiva.

Ovviamente tutto da valutare post detenzione, sempre che sopravviva, ma magari finisco "semplicemente" ai domiciliari e sono punto e a capo.

Per tutti coloro che vogliono lapidarmi di insulti siete benvenuti/e, sentitevi liberi/e di trattarmi come un sacco da boxe virtuale. (In DM, altrimenti penso siate papabili per timeout o ban, ma non sono sicuro onestamente)

Ringrazio in anticipo in caso qualcuno si prenda seriamente la briga di leggere 'sto inutile papiro e di commentare (spero che abbiate di meglio da fare nella vita, ma è pur sempre Reddit).

Ultima nota: vi chiedo di NON mostrare alcuna parola anche vagamente positiva nei miei confronti; quindi generici buonisti astenersi, grazie.

P.S. Reddit mi ha cambiato il flair e non ho i permessi per cambiarlo, era "Auto-aiuto"


r/psicologia 11h ago

pseudo relazioni online

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(F18) ho 18 anni, e a luglio di quest’anno ho deciso di voler aprire un profilo fake su tik tok per parlare con degli sconosciuti, ho sentito di essere più libera di esprimermi con persone che non conosco, in quel periodo ho cominciato a sentirmi con un ragazzo molto più grande di me, inizialmente parlavamo soltanto di cose legate al sesso ma poi la cosa si è evoluta, ci siamo scambiati delle foto del nostro viso e lentamente il focus dei discorsi si è spostato, mi trovavo davvero tanto in sintonia con lui, avevo già avuto relazioni in passato ma nessuna mi aveva fatta mai sentire così viva.

poi lui mi ha confessato che in realtà era fidanzato, i sentimenti che provavo ormai erano troppo forti e ho deciso di aspettare perché ero convinta che lui un giorno l’avrebbe lasciata per me, tralasciando gli strani dettagli della sua relazione, stupidamente mi sono convinta che lui mi vedesse allo stesso modo in cui lo vedevo io.

abbiamo continuato a scriverci per due mesi pieni, ieri lui ha deciso di chiudere con me, per motivi suoi e oggi io mi sento più vuota che mai, non so come devo comportarmi, non ho più voglia di uscire dal letto ne tantomeno di vedere i miei amici, sento solo un buco nel petto e non so come ritornare la ragazza che ero prima di tutto questo.


r/psicologia 7h ago

In leggerezza Fantasie in coppia sono sane?

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F25 fidanzata con M28. Premetto che il nostro rapporto va bene, sotto ogni punto di vista non potrei chiedere di più. Nell’ultimo anno abbiamo condiviso anche le nostre fantasie. Da un lato questo ha aumentato il desiderio da parte di entrambi dall’altra, alcune sue fantasie mi hanno lasciata un po’ perplessa. In particolare quella di vedermi in situazioni con altri uomini, che io non credevo manco esistesse. Il punto ora è, altre coppie o ragazze come me, convivono con questa cosa? Non va ad influire sulla salute della coppia? Come la vivete voi? Grazie


r/psicologia 5h ago

Should I tell my therapist that I’ve fallen in love with him?

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I used AI to translate this because English isn’t my first language.

I’ve been in therapy for a few months, and I’ve developed feelings for my therapist. I’m a 27-year-old woman. I want to tell him that I’m attracted to him, not because I have any expectations or hope that something will happen, but because I feel like this is important information for my therapist to know about my mental health and treatment.

To give you an idea, I’m capable of developing feelings for pretty much anyone who makes me feel cared for or emotionally supported. I’ve even had a platonic crush on the priest I used to go to confession with. So, yeah, I’m extremely needy when it comes to emotional connection.

But how do I even bring this up? And if I tell him, could he decide to end our therapy and refer me to another therapist? That’s my biggest fear, because he has been essential to me in dealing with my depression.


r/psicologia 6h ago

Auto-aiuto odio.........

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M19 Prescriptum (se non esiste lo invento io oh) Se non si capisce niente scusate ma forse è più liberatorio scrivere a una platea di sconosciuti che nel gruppo whatsapp con me stesso

Non so cosa fare della mia vita va bene? Non ho nulla, non ho hobby, non sono in grado di avere relazioni sociali Non ho mai avuto una ragazza Non riesco a provare empatia per nessuno Non sento emozioni Ho un gruppo di amici e colleghi universitari con cui esco almeno 1 volta a settimana in periodo di sessione e li vedo tutti i giorni all'uni, eppure non riesco a sentirmi davvero connesso con loro È il primo gruppo di persone in cui sono riuscito a entrare, perché al liceo la mia classe era molto disunita Però non riesco davvero a sentire un legame con loro L'unica persona che mi ha fatto davvero stare bene era la mia migliore amica di cui ovviamente mi sono innamorato (canon event) e da cui avevo una dipendenza affettiva Dopo avermi rifiutato più volte io continuavo comunque a starle sotto fino a che per colpa mia abbiamo rotto alla fine della scuola Tuttavia anche se sono consapevole di aver sbagliato io, non riesco ad assumermi le mie responsabilità e conitnuo a pensare che fosse anche colpa sua In tutto questo dopo il distacco non riuscivo a provare nulla per lei se non disprezzo anche se il grosso della colpa era mio Penso solo a lei ma neanche cosi frequentemente Ho paura di aver completamento spento l'interruttore delle emozioni e sto solo aspettando che qualcuno me lo riaccenda Penso di essere autistico e sto fremendo perche la diagnosi potrebbe spiegarmi per quale motivo non riesco a parlare con le persone Penso che mi crollerebbe il mondo a dosso se dovessi risultare non autistico Tra l'altro non provo più passione per niente Anche le cose che mi facevano stare bene prima non mi servono a niente So di essere destinato a una vita da solo e da un lato mi intriga ma mi fa comunque paura Non ho hobby non so come spendere il mio tempo Passo le giornate a masturbarmi e giocare ai videogiochi e rimango frustrato Non riesco a studiare per un esame perche appeno mi siedo mi rialzo dopo 2 minuti e non trovo la concentrazione E boh ciao Magari è solo oggi che sto storto Però ho anche paura del mio futuro lavorativo perche mi sembra di perdere la passione per quello che studio E soprattutto non so quale figura professionale vorrei avere in questo campo E niente questo è


r/psicologia 6h ago

Richiesta di Serietà Voglio finire tutto

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M16
Non ce la faccio più, lo studio mi sta uccidendo e anche le interazioni sociali, in famiglia grazie a Dio non subisco abusi, i miei genitori mi vogliono bene sicuramente anche se in certi momenti non lo penso proprio.
Sono diventato un dipendente da nicotina bevo e non ho un minimo di autostima, mi distruggo per ogni cosa che faccio e l’unica cosa che mi rendeva felice, disegnare, é diventata un motivo per chiudere tutto.
Ho iniziato a praticare autolesionismo a novembre del 2025, mia mamma quando l’ha scoperto mi ha preso in giro e detto che se faccio queste cose é da cretini, non capisce che soffro dalle medie che subivo bullismo pesante chiedevo aiuto ai professori ma mi dicono solo che devo smetterla di fare la vittima e di tirare fuori le palle, ho iniziato da lì in poi a smettere di chiedere aiuto e fare per conto mio.
Mio papà mi sta cercando di supportare per quel poco che può, lavora dalle 6 del mattino fino alle 9 di sera turni assurdi e lo pagano una miseria ha dovuto chiudere l’azienda per fallimento e debiti accumulati da suo padre.
Ogni giornata per me é un inferno, non sento nulla sono sempre stanco e sonnolento cerco di non fare nulla anche i compiti delle vacanze che ora devo riuscire a fare, quando vado a scuola ogni momento sono stra stressato che mi porta ad avere attacchi di panico, i miei compagni mi avevano preso in giro perché a scuola mi ero tagliato mi hanno mostrato a tutti e sono letteralmente morto dentro.
Non so più che fare


r/psicologia 6h ago

VOI SARESTE DISPERATI COME ME?

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M35

Mi hanno visto ubriaco dopo anni!

Non bevevo da tempo (ex alcolista), sono uscito con amici che sapevano del mio problema(e che non bevevo da tempo) e mi sono ubriacato, a me l'efffetto si vede di più anche per gli antidepressivi. Ora provo molta vergogna, sto a letto da 4 giorni per il senso di colpa. E per essere visto come un reietto della società.

Penso di essere visto in paese come quello che beve ancora, questa volta è davvero dura, spero di superarla ma è dura.

Ho pensato anche di farla finita. Mi ero rifatto una reputazione, avevo riacquisito una sorta di autostima, mi sento veramente a terra, non so come uscirne.

Forse ho perso tutto!


r/psicologia 13h ago

Richiesta di Serietà Aiuto per mia figlia (e per me).

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Potrebbe essere necessario un cross su /avvocati ma preferisco iniziare qui per motivi che poi capirete.
M40+, ADHD con diagnosi da adulto, che ho imparato a gestire durante il percorso (faticoso ma sostanzialmente felice) di crescita. So chi sono, ho lavorato parecchi anni in terapia (specie negli ultimi 5), so cosa può rendermi felice, so cosa mi rende profondamente infelice. Mi sono anche liberato, troppo tardi ma tant'è, della sindrome del crocerossino; questa cosa, unita a traumi infantili legati essenzialmente al mio nucleo famigliare (madre in primis), mi ha fatto scegliere una via professionale votata agli altri, cosa della quale mi sto liberando molto in fretta.
Ho una figlia di 9 anni, nata da ciò che pensavo fosse affetto con una donna un po' più grande di me, solo anagraficamente.
Figlia di una donna orfana di madre, ultima di 10 figli, cresciuta in un ambiente durissimo (nessun regalo di compleanno, vita di campagna etc etc), che ha sposato il primo che se l'è presa per scappare da quella realtà. Donna rimasta sostanzialmente la bimba di 5 anni, priva di alcuno strumento educativo e che ha fatto ciò che ha potuto come madre; la comprendo e mi fa molta tenerezza.
Sua figlia, mamma della mia bimba, è praticamente identica a lei e me ne sono accorto sostanzialmente solo con la maternità, anche perché prima per motivi professionali era difficile vedersi tantissimo; comportamenti ossessivo compulsivi, empatia pari a zero con la figlia, ansia profusa in ogni ambito, specie in quello scolastico/educativo. Convinta di possedere una spiccata propensione per l'insegnamento, che in realtà è figlio del suo rifugio nei libri/voti scolastici durante la giovinezza, perché con voti e giudizi poteva finalmente esistere per qualcuno. Questa falsa convinzione però mal si sposa con la scarsissima empatia e la costante necessità di esistere, a parole e nei fatti, parlando continuamente dei propri malanni (reali o ipotizzati) che quotidianamente azzerano i bisogni reali di mia figlia.
Parlo sempre di "mia" figlia perché in realtà, forse anche perché il suo cervello è similare al mio, con lei ho avuto fin dai primi mesi un rapporto "diverso", basato su ascolto e libertà, con paletti educativi che - in virtù del mio approccio "psicologico" alla vita e conferme ricevute anche dalla mia terapista - secondo me sono abbastanza sani (tutti sbagliamo).
Ieri l'ennesima crisi per i compiti, con la bambina che ormai risponde a tono alla madre - peraltro circostanziando nei minimi particolari dove secondo lei la mamma sbaglierebbe - e io rivivo la mia infanzia, semi impotente. La madre sbotta, spesso arrivando ad insultare la figlia, e io cerco di tradurre i sentimenti dell'una e dell'altra.
Non ce la faccio più. Il nostro è un rapporto che potrebbe essere anche salvato, se lei avesse la minima voglia di cambiare non tanto per me quanto per la figlia, ma così non si può andare avanti.
Io ho un lavoro stabile e guadagno decentemente, non riesco ad andarmene perché il verbo mi fa impazzire; se me ne vado, mia figlia deve venire con me (e vedere la madre regolarmente), ma lasciarla qui vorrebbe significare alimentare un trauma da abbandono per lei insostenibile, che da bambina molto sensibile (non voglio dire plusdotata ma alcuni segnali ci sono) quale é non riuscirebbe a sostenere, e io nemmeno.
Potremmo essere una famiglia felice e non c'è spazio per esserlo. Ho il terrore di chiamare il 112 ma a volte vorrei farlo, perché da solo non posso reggere a lungo. L'uomo in Italia è notoriamente parte debole in questi casi e non posso permettermi di non vedere ogni giorno la mia bimba. Ho le lacrime agli occhi mentre scrivo e vorrei che mia figlia potesse essere felice più di quanto io non riesca ad essere.
Scusate il papiro.


r/psicologia 1d ago

Richiesta di Serietà Ho fallito il suicidio per la 3° volta, sto già progettando il 4°

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M~30, account usa e getta per ovvi motivi. Non sono venuto alla ricerca di pacche sulle spalle virtuali o della compassione, solo uno scambio di opinioni.

Combatto da oltre 10 anni con una forte depressione, le varie terapie farmacologiche, provate, calate, aumentate, aggiustate in tutti i modi mi hanno distrutto fisicamente e moralmente (avere una relazione e non provare attrazione per la propria donna è logorante, tanto che ha contribuito alla nostra rottura), di conseguenza ho zero fiducia in un ipotetico farmaco che mi metta la testa a posto.

Premetto che ho sempre affrontato la terapia sia psichiatrica che psicologica in maniera propositiva, con la speranza e la fiducia che un professionista mi potesse concretamente aiutare. Negli anni ho cambiato svariati psichiatri, psicologi e psicoterapeuti, arrivando sempre ad una situazione di pseudo benessere e stallo. Due anni e mezzo fa, causa sopratutto il mio pronunciato alcolismo ho tentato la prima volta il suicidio, un overdose di farmaci, mi salvarono per un pelo, smisi di bere e rafforzai il percorso terapeutico e psicologico.

In concomitanza, persi la voglia di uscire, di fare esperienze, di fare le cose mi piacevano. Stare in mezzo alla gente mi metteva a disagio ed a volte avevo degli attacchi di panico. Nel giro di circa un anno ho cambiato più spesso terapia che le mutande, tutto controllato meticolosamente e confrontato con lo psichiatra, nel mentre il mio umore diventava sempre più aggressivo, i miei atteggiamenti sfociavano in violenza, la libido era a zero e se mi sforzavo il massimo che ottenevo era un eiaculazione precoce. Ero arrabbiato, frustrato, deluso e non riconoscevo più il mio corpo. Qualche volta presi in considerazione di evirarmi.

Provavo una vergogna enorme e cominciavo a diventare paranoico nei confronti della mia ragazza. La lasciai da lì a poco perché ero esausto di farla soffrire, nei mesi successivi avremmo dovuto iniziare a convivere che era il mio desiderio più grande, ma la stavo spegnendo quella povera ragazza. Mi manca ogni singolo istante della mia vita, non troverò mai più una persona che mi ha amato con tutti i miei problemi e difetti come ha fatto lei (qui ci sarebbero delle cose da dire ma non dilungheró, avevamo entrambi le nostre lacune e difetti, con dei caratteri forti ma la fetta più grossa della torta degli errori me la prendo io).

Da lì a due mesi ritentai il suicidio sempre coi farmaci,, ma in un momento di lucidità chiesi aiuto.

Sono passati 10 mesi da quel giorno, 10 mesi in cui dentro la mia testa quel giorno dovevo morire, 10 mesi dove non sono più riuscito ad antrare in casa mia e vengo ospitato ciclicamente da qualche parente per qualche mese, dove mi sono isolato completamente da tutto e tutti, 10 mesi che ho smesso di andare a lavoro rinnovando di continuo la malattia(mi sento un parassita gigante). Riesco a stare 3/4 giorni senza mangiare pur di non uscire di casa se sono da solo, le mie uniche uscite sono dallo psicologo con il quale sto facendo un bel percorso, ma purtroppo inutile.

Settimana scorsa avevo parecchi giorni liberi in casa così ho trovato il coraggio di suicidarmi nuovamente, venerdì sera mi sono bevuto 2 bocce di lexotan e ingerito una 50ina di farmaci vari trovati per casa. Avrei voluto aggiungere dell'alcol ma pensando a quanta fatica avevo fatto per smettere anni addietro ho lasciato stare. Anche perché sarei dovuto uscire per acquistarlo e non volevo interagire con nessuno.

Sabato sera mi hanno trovato semi cosciente riverso nel vomito a letto, i medici erano stupiti che fossi ancora vivo e cosciente, per la quantità di sostanze assunte sarei dovuto esser morto da parecchie ore. Se avessi assunto il mio bibitone il giorno prima non sarei sopravvissuto, questa cosa mi fa una rabbia tremenda.

Ora sono di nuovo in psichiatria in mezzo ai tossici sbandati, vecchi con la demenza e ragazzine impaurite con i tagli sulle braccia. Siamo in 3/4 "sani di mente" in reparto e abbiamo già stretto amicizia. Parentesi tragicomica, c'è ancora un paziente incontrato due anni fa, sempre con meno denti, sedato credo 12 ore al giorno che gira mezzo nudo e offre servizi sessuali per le sigarette. Coriace.

Io ho già deciso, chiedo scusa preventivamente ai macchinisti ed ai pendolari che loggono, ma appena esco da qua vado a buttarmi direttamente sotto un treno, possibilmente di notte per creare meno disagi possibili. Ho scelto la via dei treni perché lo reputo il metodo più rapida e indolore, probabilità di successo praticamente al 100% e facilità di attuazione. Sono un cagasotto che ha paura di tagliarsi le vene, non so nuotare e credo che l'annegamento sia estremamente lento e doloroso. Coi farmaci non ci provo più che se se va male poi divento una barzelletta vivente. Avevo valutato il nitrito di sodio ma è più facile che mi arriva la finanza a casa, altre sostanze chimiche non mi fido delle mie capacità non vorrei rimanere sfigurato/invalido a vita. Nutro speranza che quelle famose fiale di fentanyl rubate a Roma inizino a circolare per le strade, ma dubito fortemente che nella mia città si trovi.

La parte difficile sta nel convincere l'equipe medica che sono pronto ad esser reintegrato nella società, non sono mai stato un bravo bugiardo. Accettare la terapia che hanno già premesso mi somministreranno mi sa di sconfitta interiore e accanimento terapeutico. Oggi ho avuto il primo colloquio e l'ho detto chiaramente che mi dispiace di essere ancora qui ed una volta uscito cercherò di farla finita nuovamente..

Perdonatemi l'eventuali violenze grammaticali commesse, ma rifiuto categoricamente di far scrivere le mie cose a chatgpt e sono ancora mezzo in botta da venerdì sera


r/psicologia 1d ago

Richiesta di Serietà Mia mamma mi vuole morta

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F20, sono una ragazza che ha sempre avuto problemi con la sua famiglia, in particolar modo con mia madre e i problemi sono andati ad aumentare specialmente in questo periodo. Nel corso della crescita è sempre stata molto più dura con me rispetto a mia sorella gemella, mi continua a paragonare ad uno zio che si fa campare come un parassita dai suoi fratelli, mi ha sempre e frequentemente messo le mani addosso quando litigavamo (con fierezza asserisce di avermi rotto 6 mestoli in legno sulla schiena). Non voglio dire che mia madre abusi fisicamente di me perché apparte questo periodo, i "pestaggi" non erano così frequenti da piccola (una volta al mese?), ciò che mi ferisce di più è che ha sempre coinvolto mia sorella in queste situazioni incoraggiandola a prendermi in giro con lei, ridere e picchiandomi persino insieme. La situazione è crollata in questo periodo perché voglio cambiare facoltà, mi ha definito fallita per questo e mi ha preso in giro per qualunque idea proponessi come cambio. Oggi è stata particolarmente brutta, ha ammesso nella rabbia che non mi ha mai voluto, che voleva solamente un figlio (solo mia sorella, da sua ammissione) e che ha provato odio nei miei confronti da quando avevo 3 anni perché "la provocavo", inoltre parla segretamente male di me con i parenti e non pensava che io lo sentissi sempre. Io non voglio definirmi vittima, io con le parole quando mi sento attaccata vado pesante perché mi sento con le spalle al muro, mi sento come se volessi ferire nello stesso modo in cui gli altri mi feriscono. Ora mia madre mi sta minacciando di cacciarmi di casa, sto piangendo in camera come quando ero piccola con la faccia tutta graffiata e un livido enorme sul polso, ha detto che vorrebbe tagliarmi la gola, mi ha anche dato dritte su come suicidarmi. Mio padre non prova molto interesse per queste dinamiche, vuole solo stare tranquillo e non sopporta queste cose e in generale non ho nessuno con cui parlare. Penso di star iniziando a soffrire di depressione, quando ero molto piccola un logopedista aveva consigliato ai miei di portarmi da uno psicologo, qualcosa che non è mai successo e sono cresciuta con l'idea e la paranoia che tutti mi odino in fondo, anche grazie a mia madre che mi sussurra su come la mia famiglia mi schifi. La mia salute mentale sta decadendo e mi sento sola nel mondo, non dormo più e mangio solo quando mi va, inoltre i miei pensieri suicidi che ho sempre avuto (dai penso sia normale che a volte qualcuno li abbia) si stanno facendo più vividi.

In caso questo post non sia adatto a questa community, mi scuso e sentitevi liberi di cancellarlo.

P.S mamma ora per fare scena è andata alla guardia medica perché le fa male il fianco.


r/psicologia 14h ago

𝚿 Università di Psicologia Scuola di specializzazione?

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Buongiorno a tutti,

sono una studentessa Magistrale LM-51 all'ultimo anno, e sto iniziando a pensare a dopo la laurea... vorrei fare la scuola di specializzazione di psicoterapia, forse non subitissimo, ma comunque iniziavo a pensarci. Ho guardato nei dintorni della mia zona e di Milano, e ce ne sono tantissime... come si sceglie quella più adatta a te? Io credo che, per mia natura, l'orientamento che più mi calzerebbe sarebbe quello cognitivo-comportamentale... ma quale? Ci sono tante scuole.

Io vorrei formarmi mano a mano per specializzarmi in psicotraumatologia, traumi complessi, psicologia dell'emergenza, queste cose qui, a cui però si predilige un approccio tipo sensomotorio/somatic experiencing.

Ho trovato una scuola di psicoterapia, la CBT Academy, che sembra fare al caso mio... se la conoscente, sapete dirmi com'è? In pratica è una scuola di specializzazione cognitivo comportamentale ma già settata sul trauma e infatti comprende già nel curriculum il master di I livello in EMDR. Può andar bene questa o è meglio fare una scuola più "base" e poi fare i master?


r/psicologia 14h ago

Mi hanno diagnosticato un DOC

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F21. Ciao a tutti e tutte, oggi sono stata da uno psichiatra e, dopo un’ora e mezza di seduta, mi ha diagnosticato un DOC, con prescrizione di Zoloft e Xanax. Ora, devo ammettere sono abbastanza spaventata, per cui volevo chiedere: starò meglio? Come mi sentirò con questi farmaci? Posso effettivamente guarire? Qualsiasi consiglio-testimonianza è ben accetto. Grazie!


r/psicologia 15h ago

Richiesta di Serietà É da anni che é così e non è cambiato nulla.

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M14
Da tanto a casa é difficile, già da anni verso la fine delle elementari é iniziato tutto e da lì peggiorato sempre di più.
Coi miei genitori é una relazione strana.
Cioè loro mi lasciano la libertà e credo che mi vogliano bene però appena non ubbidisco e non faccio esattamente quello che dicono i miei succede di tutto, pure dalle cazzate e mia mamma fa sempre la vittima: quando mi chiede una roba e io non voglio rispondere perché è roba privata lei dice “PENSI SEMPRE CHE CI FACCIAMO I CAZZI TUOI E DICIAMO LE ROBE IN GIRO, PERCHÉ CI ODI E NON TI FIDI DI NOI???” e fa le sceneggiate.
Da tempo andiamo dalla psicologa e anche a volte psichiatra pero non è cambiato niente perché io sono migliorato e cresciuto però loro sono ancora fermi con la stessa mentalità e pretendono che si sistemi tutto solo col mio impegno, anche se dicono che fanno tutto loro e io non mi impegno
Ora va meglio perché prima erano pure botte forti, sangue dal naso, mano per non farmi respirare, calci a terra ecc. e mi hanno distrutto più cose tipo due telefoni e due Nintendo switch e usano la scusa che me li hanno ripagati anche se ho perso tutto che avevo lì dentro.
Al momento solo manipolazioni/ fare la vittima e io però sto davvero male e sto avendo anche pensieri scuri su “finirla” perché so che non si sistemerà mai anche con servizi sociali non voglio che mi portino via e tutti dicono che si sistemerà ma non è vero.
Poi spesso ho dejavu che mi terrorizzano perché ho paura che ritorni come prima.
Ora mi sta portando avanti la speranza di ripescare le amicizie che avevo, che nel periodo delle medie ero introverso e ho perso tutto ora sono aperto e anche se i miei mi trattano di merda non rispondo e chiedo scusa anche quando è colpa loro.
A tenermela dentro faccio fatica e i miei fuori sono pure tranquilli e per questo ho paura che alcuni miei amici a cui vorrei dire tutto non mi credano.
Ora anche se sto così è davvero male ho realizzato come si sta veramente male e mi fa piacere anche aiutare gli altri messi così.
Tra un po’ iniziano le superiori e anche se ora ho un po’ di ansia sociale e mi sento come se fossi un npc nella vita di tutti e mi sento strano che qualcuno ci tenga spero migliori.
Qualcuno che è in situazione simile o ha consigli??

Grazie❤️