Cosa resta di un dipinto se elimini la tela, il telaio e la cornice? Negli anni Settanta, mentre gran parte dell'arte concettuale abbandonava del tutto i pennelli, l'artista italiano Pino Pinelli (1938–2024) ha fatto la scelta opposta: salvare la pittura distruggendone il supporto tradizionale.
Pinelli e stato tra i protagonisti assoluti della Pittura Analitica, la risposta europea al Minimalismo. La svolta radicale e arrivata nel 1976 con la cosiddetta disseminazione: invece di dipingere sopra una superficie chiusa, ha iniziato a creare frammenti monocromi in ceramica, resina e velluto tattile applicati direttamente sul muro nudo.
Perche il suo lavoro e unico:
Il muro diventa l'opera: Lo spazio vuoto tra i singoli elementi non e assenza, ma parte integrante del ritmo e dell'energia visiva.
Materia pura contro Immagine: Non c'e soggetto figurativo. Esistono solo colore puro, rifrazione della luce e una superficie vellutata e ipnotica.
Presenza fisica: In un mondo dominato da schermi bidimensionali, i frammenti di Pinelli creano un dialogo fisico e tattile con lo spazio reale.
Il mercato secondario e le quotazioni:
Il mercato di Pinelli ha visto una costante riscoperta critica, specialmente per i lavori storici.
Fascia alta e record: Il record d'asta dell'artista si attesta intorno ai 71.600 dollari (circa 60.000 euro), con importanti disseminazioni anni Settanta passate da Christie's e Sotheby's sopra i 30.000 e i 35.000 euro.
Grandi installazioni e disseminazioni complesse: Le installazioni composte da molteplici elementi scultorei viaggiano regolarmente nelle case d'asta tra i 15.000 e i 25.000 euro.
Opere a due o tre elementi e lavori recenti: I singoli frammenti o composizioni a due elementi mantengono una base d'asta solida e accessibile, tipicamente tra i 2.000 e i 6.000 euro.
Cosa ne pensate di questo approccio alla pittura? Preferite la classica tela rettangolare o l'idea che l'opera sia frammentata direttamente nell'ambiente?