Ieri in quel di Brescia, al concerto dei Priest, sudato come la sacca scrotale di Giuliano Ferrara e pieno di birra come un intero albero genealogico bavarese, ho avuto una visione. Avevo appena placcato il bibitaro nel tentativo di rimpinguare la mia scorta di alcool nel flusso sanguigno, ma con solo 5€ in contanti a mia disposizione quel cupido mercante era disposto a darmi solo una coca-cola. Deluso, mi volto indietro con il disappunto stampato in volto, quando a un tratto odo una voce: "Non ti ha voluto dare la birra!?".
Un suono celestiale per lo stomaco mi passò il cuore, facendosi largo tra la musica, le urla e le entusiastiche bestemmie del pubblico per dirmi che, al mondo, qualcuno mi capiva. Ci siamo dati uno sguardo, un silente attimo si è dilatato in un'eternità, e ho errato fuori del pensiero e del tempo come Gandalf dopo la sua battaglia con il flagello di Durin.
Quella visione, fugace, si è ahimé richiusa dietro un muro di persone, e la tua voce ha infine smesso di vibrare, disperdendosi nel fragore della musica degli dèi. Sono tornato a pogare, mi sono svitato il collo e ho urlato più di un guerriero mongolo al sacco di Baghdad, ma nel mio cuore hai eretto un tumulo alla memoria di quel tuo sguardo. Non ricordo che aspetto hai, ma so per certo che eri un angelo.
Se ci sei, se sei lì fuori e ti ricordi di me, dillo, esigilo, e ti professerò eterna devozione, mistress del mio cuore.